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Armi primarie - Inventario Grimorio

Fucili automatici

Fucili automatici 5

Versatili armi da guerra, i fucili automatici standard sono l’ideale per numerosi scenari di combattimento. La stabilità è la chiave per controllare queste armi automatiche.

SUROS Regimen

SUROS Regimen

Nostalgia, come fosse un'arma da guerra. Stile, come fosse il simbolo della vittoria.

Gli ingegneri della Suros utilizzarono schemi dell'Età dell'Oro per progettare il Regimen. Costretti a terminarne la produzione per via della carenza di materia intelligente, i pochi modelli rimasti in circolazione sono conservati gelosamente dai guardiani che hanno la fortuna di possederli.

Dura Luce

Dura Luce

Piattaforma d'attacco sinbalistica a polimeri ionizzati. La letalità del sistema occupa dinamicamente e robustamente gli spazi tattici.

Mentre la Città apprende sempre di più sull'Età dell'Oro, le fonderie spingono al massimo la tecnologia degli armamenti tattici. Il prototipo di Dura Luce, dalla lega in materiali rari e dalla computazione progettuale estremamente complicata, ne è un esempio flagrante. Il team di progettazione era composto da una manciata di exo specializzati e almeno uno stregone tanatonauta.

Nel modello attuale, Dura Luce spara scottanti proiettili in polimeri con capacità esotiche.

Monte Carlo

Monte Carlo

Ci saranno altre vie da percorrere e nuovi metodi da sperimentare. Fattene una ragione.

Seppur in origine fu progettato per la sola esposizione, l'elegante dignità e l'intricato sistema di fuoco del Monte Carlo lo rendono molto più di un semplice fucile trendy. Nelle mani giuste, la sua bellezza mette tutto il rischio dalla parte sbagliata della canna.

Necroabisso

Necroabisso

"L’eternità è vicina. Ti senti scivolare verso di essa?"

Si pensava che le armi del dolore fossero soltanto una leggenda... ma anche le leggende più oscure hanno un fondo di verità. Le voci impaurite che sussurrano il nome del Necroabisso hanno da troppo tempo ormai riempito di timore la Luce.

La leggenda sulla nascita del Necroabisso racconta che fu generato in seguito al crepuscolo del primo squarcio di Luna distrutto da Crota. L'alveare tentò di corrompere l'arma di una guardiana perduta per carpirne la maestria bellica umana e unirla alle loro tenebrose conoscenze. Ne scaturì un'arma affamata d'aggressività, che sparava più lontano quando era mirata con occhi colmi di rabbia, la cui fame poteva essere alimentata da carne e ossa trafitte.

I guardiani che si imbattono in questo strumento di dolore sono tenuti a porsi alcune semplici domande con risposte infinitamente complicate: la tua Luce può subire, anche fugacemente, il pieno sguardo dell'abisso dell'alveare? È in grado di sopportare ciò che è morto e rinato nelle loro ombre?

Supercella Zhalo

Supercella Zhalo

Un diluvio torrenziale di fulmini purificanti.

Quando ti trovi oltre le mura, a volte devi arrangiarti con ciò che trovi. Sebbene i suoi creatori e le loro risorse (sicuramente limitate) siano sconosciuti alla storia, la Supercella Zhalo rimane un esempio lampante di ciò che i guardiani possono fare con della tecnologia obsoleta, una padronanza profonda della Luce fondamentale e una scintilla d'ispirazione.

Strategia Fabiana

Strategia Fabiana

Attendi che il nemico commetta un errore. Abbraccia la morte in attesa che il tuo Spettro ti rianimi. Da ripetere, se necessario.

"Buonasera, Banshee-44!"

"Come va?"

"Abbastanza bene, grazie... in verità oggi è un giorno un po' pesante."

"Ah..."

"Il problema degli engrammi storici è che, pur conoscendo il luogo di codificazione, resta comunque il quesito di quando i suoi contenuti siano stati scritti. O anche quando gli eventi descritti dallo scrittore abbiamo avuto luogo."

"Sì... già."

"Questo particolare engramma è altamente degradato. Codificato nel bel mezzo dell'Età dell'Oro, presumibilmente scritto da un certo Plutarco, uno storico che a sua volta scrisse opere a proposito di un individuo chiamato Fabio Massimo. Ma chi erano queste persone? Dove vivevano? In che tipo di operazione si applica questa Strategia Fabiana?"

"Come? Strategia fagiana?"

"La Strategia Fabiana. Implica tattiche di logoramento, evitando lo scontro diretto e attendendo che il nemico faccia un passo falso."

"... Ah."

"Ah, sì! Anch'io ne sono sbalordito!"

"... ma gli Spettri possono rianim..."

"Oh, questo risale a molto prima degli Spettri. Credo che... Banshee? Dove stai andando?"

Fucili da ricognizione

Fucili da ricognizione 5

Lo strumento preferito dei tiratori scelti, il fucile da ricognizione è un’arma di precisione a colpo singolo. Garantendo un’accuratezza spettacolare, il fucile da ricognizione mantiene un incredibile potere d’arresto di fronte alla scarsa cadenza di fuoco.

Multi-strumento MIDA

Multi-strumento MIDA

Seleziona applicazione: combattimento balistico; strumento di fortificazione; setacciatore avionico; spaccatroll; sestante stellare; la lista continua.

Sono poche le armi così ben bilanciate. Una volta abituati ad usare il Multi-strumento, l'arma si farà imbracciare senza alcuna fatica. Più che una semplice azione, sparare sembrerà quasi un’estensione della tua volontà.

Sorte d’Ogni Stolto

Sorte d’Ogni Stolto

Il saggio conosce la sua sorte. Lo stolto la trova e basta.

L'arma prende informazioni sul suo bersaglio dall'impatto e dai frammenti derivati dai colpi al corpo, in preparazione del devastante colpo finale.

Tocco del Male

Tocco del Male

"Fagli assaporare ogni maleficio e ogni tocco del male con cui loro hanno lacerato la mia anima." Eris Morn

Eccomi qui, con il potere di forgiare un'arma grazie ai segreti più oscuri del nemico che sarà in grado di ferirlo nel profondo.

Dunque cos'ho tra le mani?

Quando osservo l'interiorità di questi frammenti gelidi, vedo creature cieche che si contorcono. Ogni ferita che infliggono si ritorce su loro stesse. Ogni morso sferrato alla Luce non soddisfa mai la violenta vacuità che giace dietro le loro fauci.

Le voci sono più forti che mai e i miei incubi altrettanto amari. Il mio odio color pece brucia ardentemente, ma ora percepisco qualcos'altro. Potrebbe essere...

No! Mi rifiuto di pensarlo.

Costruirò quest'arma.

Coniglio di Giada

Coniglio di Giada

"Pensi che basti una carota per farmi cadere nella trappola?"

Come molte armi dell'Età Oscura, il Coniglio di Giada fu creato dal riassemblaggio avventato, e spesso poco compreso, della tecnologia appartenente all'Età dell'Oro: in questo caso, sistemi di propulsione cinetica a bassa atmosfera in uso nei stabilimenti lunari. Pure il telaio dell'arma è stato creato dai baluardi di plastacciaio preso dagli impianti di Prima Luce.

Il significato dei caratteri 玉兔 o "Coniglio di Giada," è sfortunatamente andato perso nei meandri della storia.

Booleana Gemini

Booleana Gemini

Fatti strada tra le stelle!

Le fonderie producono un'ampia varietà di armi, tentando di anticipare le necessità in continuo cambiamento dei guardiani sul campo di battaglia. Ma non esiste guardiano in grado di portare tutte le armi ogni volta.

Ed è qui che la Booleana Gemini fa il suo ingresso. Frutto del lavoro di un gruppo di guardiani esperti e i rappresentanti della fonderia, la Gemini fu progettata come due fucili in uno, con un design flessibile che permette ai guardiani di scegliere tra distinti stili di combattimento per una massima efficienza.

Tlaloc

Tlaloc

Rilascia la tempesta. Niente potrà fermarti.

"Maestra Rey."

"Armaiolo... cosa ti porta qui?"

"Sto lavorando su un'arma personalizzata."

"Davvero?"

"Già. Per gli stregoni."

"Uhm... e come sta procedendo?"

"Beh sai... alti e bassi. La mia memoria non è più quella di una volta."

"Lo so"

"Ma è bello tornare alle origini."

"Mi fa piacere. Allora credo che riterrai interessanti alcune delle mie recenti ricerche."

"È per questo che sono qui."

Fucili a impulsi

Fucili a impulsi 5

Il fucile a impulsi è progettato per precise scariche di fuoco e aree d'impatto concentrate. Le raffiche da tre proiettili forniscono un impatto più violento e un rinculo ridotto, rispetto ai fucili automatici. I tiratori esperti sono soliti mirare la raffica dal centro del bersaglio fino alla testa.

Malvagio Karma

Malvagio Karma

"Se credi davvero che la tua arma voglia distruggere ogni traccia d'esistenza, allora lo farà." - Toland l’Infranto

Deve esserci una spiegazione strutturale o meccanica per la sete di violenza nutrita da quest'arma. Deve per forza esserci. Ma nessuna è stata ancora trovata.

Morte Rossa

Morte Rossa

Le regole dell'Avanguardia impongono ai guardiani di distruggere quest'arma appena la vedono: è un'assassina di guardiani.

Certe voci raccontano del folle guardiano che forgiò questo strumento da macello. La potenza della Morte Rossa è innegabile; d’altronde la paura è un’arma formidabile.

Senza Tempo per Spiegare

Senza Tempo per Spiegare

Sul telaio dell'arma è incisa una singola parola: "Presto"

L'analisi temporale di Novarro indica che l'arma è il leggendario fucile dell'Ignota exo, potenziato nel futuro e poi mandato indietro nel presente.

L'analisi temporale di Deliah indica che l'arma è stata costruita da Praedyth, basata sulla sua versione del Fucile dell'Ignota exo, e poi lasciata alla deriva di un'increspatura temporale.

L'analisi temporale di Hari indica che l'arma è stata costruita da esseri di origini sconosciute, e poi giunta qui per pura coincidenza.

L'analisi temporale di Inachis indica che l'arma abbia avuto origine sulla Terra durante la tarda Età dell'Oro, e che prima o poi verrà persa ancora in un'increspatura temporale, dove il suo sistema si degraderà e sarà rimpiazzato fino a quando la versione del passato di noi stessi la acquisirà come il fucile dell'Ignota exo.

Quanto a me... Posso dire con certezza che l'arma ha dimostrato di essere più divertente di quanto avessimo pensato.

Cannoni portatili

Cannoni portatili 5

Robusti e affidabili, i cannoni portatili sono da tempo armi formidabili nel campo della difesa personale. La limitata cadenza di fuoco e la modesta precisione sono più che compensate dalla facilità di maneggevolezza e dall’elevato potere d’arresto.

Falco Lunare

Falco Lunare

Segui la preda e sfodera i tuoi artigli contro l'Oscurità.

Il Falco Lunare è una vera arma da pistolero. Farà danni con tutti i tuoi proiettili... alcuni più di altri.

L’Ultima Parola

L’Ultima Parola

"La tua... non la mia." - Il cacciatore rinnegato Shin Malphur rivolgendosi a Dredgen Yor durante la resa dei conti alla Cresta dei Truffatori

L'Ultima Parola è un'arma romantica, un rimando a tempi più semplici, quando bastavano una mira decisa e proiettili pesanti per mantenere la giustizia nelle terre di una frontiera senza legge. Anche se alcuni sostengono che quei tempi sono tornati...

Frammento di Spettro: L’Ultima Parola

Frammento di Spettro: L’Ultima Parola 5

I fatti che sto per scrivere provengono dalla memoria... alcuni dalla mia, ma non tutti. Non saranno totalmente fedeli alla realtà, ma saranno vicini ad essa, e non esiste nessuno che potrà dire altrimenti. Dunque, per iniziare, questa sarà la storia di un insediamento che noi chiamavamo Palamon e degli orrori che seguirono una pace che non durò a lungo.

Mi ricordo la mia casa, e le storie del paradiso in cui un giorno saremmo giunti... di una Città che "brillava anche nella notte". Palamon non brillava, ma era comunque una specie di santuario.

Ci insediammo nel cuore di una radura che spaziava fino all'orizzonte. Montagne imboschite si innalzavano con determinazione verso il cielo. Gli inverni erano duri, ma gli alberi e le vette ci proteggevano dal mondo. Talvolta, si parlava di andare avanti, di arrivare fino alla Città. Ma erano solo parole tinte nella bramosia.

Vagabondi andavano e venivano. A volte rimanevano con noi, ma accadeva di rado.
Non avevamo un governo vero e proprio, ma esistevano delle leggi. Norme basilari accettate da tutti ed eventualmente fatte rispettare dal magistrato Loken.

Ed ecco a voi... nessun governo, fino a quando ce n'era uno. Io ero piccolo, e capivo a malapena. Mi ricordo Loken come un uomo che lavorava duro; poi un giorno si spezzò. Credo che fosse triste. Triste e spaventato. Più stringeva la sua cinghia su Palamon, più la gente se ne andava. Quelli che rimanevano vedevano i nostri giorni diventar sempre più grigi. La protezione di Loken, dai caduti, da noi stessi, divenne dittatoriale.

Col senno di poi, penso che Loken avesse perduto troppo... di se stesso, della sua famiglia. Ma tutti avevano perso qualcosa. Alcuni di noi avevano perso tutto già dal principio. Ho solo ricordi sfuocati dei miei genitori, come un sogno ad occhi aperti, di una piccola luce, forse la scintilla delle loro anime. Non indugerò troppo su questo. Mi lasciarono presto, presi dai reietti.

Sono stato cresciuto da Palamon. Da quelle persone che ora considero la mia famiglia, che si presero cura di me, come fossi il loro figlio naturale. La vita andava bene, anche se il mio giudizio era distorto, dato che era l'unica vita che conoscevo, e non era facile, date le mancanze... ma direi che andava bene.

Finché, ovviamente, non andò più bene.

Finché arrivarono due uomini. Uno era luce. L'altro era l'ombra più scura che avrei mai conosciuto.

Frammento di Spettro: L’Ultima Parola 2

Frammento di Spettro: L’Ultima Parola 2 5

L'uomo che avrei conosciuto come Jaren Ward, mio terzo padre e (probabilmente) miglior amico, giunse a Palamon dal sud.

Ero solo un bambino, ma non mi dimenticherò mai la sua sagoma sul sentiero deserto che camminava lentamente verso l'insediamento.

Non avevo mai visto nessuno come lui. Nessuno di noi aveva mai visto nessuno come lui. Disse che era solo di passaggio, e gli credetti... gli credo ancora, ma la vita può spesso intralciare le intenzioni.

Mi ricordo quel giorno con straordinaria chiarezza. Tra tutti i dettagli, le sfumature, i momenti, quel che ho più impresso è il pezzo d'acciaio sul fianco di Jaren. Un cannone che sembrava vissuto, ma ancora nuovo. Come una reliquia per tutte le battaglie nelle quali aveva combattuto, appesa sul fianco; un trofeo e un avvertimento.

L'uomo era pericoloso, ma si capiva che aveva una luce in sé, una purezza che contrastava la sua gravità, come a indicare che la sua ira andava guadagnata, non concessa impulsivamente.

Fui il primo a vederlo arrivare, ma ben presto giunse tutta Palamon ad accoglierlo. Mio padre mi tenne indietro, mentre gli altri si radunarono osservandolo intorno, in silenzio.

Jaren non disse nulla, dietro al suo lucente casco da pilota. Sembrava proprio l'eroe tipico delle storie, e ancora oggi non sono sicuro se il silenzio calato tra gli abitanti e l'avventuriero fosse dovuto alla paura o al rispetto. Mi piacerebbe attribuirlo a quest'ultimo, ma ogni verità che tento di applicare a quel momento è solamente la mia.

Mentre aspettavamo l'arrivo del magistrato Loken per l'accoglienza ufficiale, la mia pazienza ebbe la meglio su di me. Mi liberai dalla mano pesante di mio padre e corsi incontro a quella nuova curiosità, un uomo diverso da tutti, fermandomi a pochi passi dalla sua presenza.

Alzai il mio sguardo verso di lui, e lui abbassò la sua attenzione verso di me, coi suoi occhi celati dietro la visiera scura del copricapo. Adocchiai subito l'arma sul fianco. Ero affascinato da essa. Mi immaginavo tutti i posti in cui era stata. Tutte le meraviglie che aveva visto. Gli orrori che aveva sofferto. La mia fantasia percorse tutti gli atti eroici che aveva compiuto.

Per questo rimasi sbalordito quando l'uomo incominciò ad inginocchiarsi, porgendomi il pezzo d'acciaio, come un'offerta. I miei occhi si fissarono su quel pezzo, incantati.

Mi ricordo di essermi girato verso mio padre, e di aver scorto le facce di tutte le persone che conoscevo. Erano volti preoccupati... mio padre agitava lentamente la testa, come a pregarmi di ignorare quel dono.

Mi girai di nuovo verso l'uomo che avrei conosciuto come Jaren Ward, il più valoroso cacciatore del sistema e uno dei più grandi guardiani che abbiano mai difeso la Luce del Viaggiatore...

E presi in mano l'arma. Attentamente. Gentilmente.

Non per usarla. Ma per osservarla. Per immaginare. Per sentirne il peso e conoscerne la verità.

Quella fu la prima volta che tenni in mano "L'Ultima Parola", ma, sfortunatamente, non fu l'ultima.

Frammento di Spettro: L’Ultima Parola 3

Frammento di Spettro: L’Ultima Parola 3 5

Era la quarta notte della settima luna.

Nove soli erano passati dall'ultimo segnale.

Le tracce non erano fredde, ma chiamarle tiepide sarebbe stata un'esagerazione.

Jaren ci aveva fatto fermare vicino ad una vallata.

Le pareti del dirupo ci riparavano dal freddo vento, mentre lo scorrere dell'acqua attutiva le nostre conversazioni.

Avevamo appena visto due Skiff a bassa quota attraversare la valle.

La zona non era nota per essere territorio dei caduti, ma era comunque a rischio.

Eravamo rimasti in sei.

Tre in meno rispetto a due lune fa, ma uno in più da quando voltammo le spalle alla cenere che era Palamon.

La notte facevamo la guardia a turni.

Tentavamo di muoverci il meno possibile, comunicando attraverso gesti e segnali.

Potevamo vincere con facilità uno scontro diretto, ma solo chi voleva morire ne cercava uno — l'esatto contrario delle nostre ragioni per essere lontani da uno stralcio di civiltà o sicurezza.

Gli Skiff avevano spaventato Kressler e Nada. A dirla tutta avevamo messo paura anche a me. Ripensandoci, credo che stavamo solo cercando una buona scusa per tornare indietro.

Non che saremmo veramente tornati indietro, ma perché al momento ci sembrava l'ultima speranza rimasta, e credo lo sapessimo tutti.

Avanti, verso chissà dove, verso l'ignoto, seguendo quelle impronte. Dopo un po' sembrava che stessimo girando in cerchio, in un infinito punto morto.

Jaren non demordeva mai.

O almeno, non aveva mai dato alcun segno visibile di cedimento.

Era la sua forza, la sua convinzione, che ci spingeva ad andare avanti.

Inoltre, anche se è difficile ammetterlo, fu la sua morte a riaccendere il fuoco in me. Un fuoco che quella fredda notte era tutto fuorché spento.

Jaren sembrava sicuro che fossimo vicini.

Più che sicuro... Ne era certo.

Noi non lo sentivamo. La nostra fiducia e il poco entusiasmo che avevamo era stati estinti con la caduta di Brevin, Trenn e Mel.

Lo Spettro di Jaren non ci aveva mai detto una parola. Fluttuava lì, sempre all'erta, sempre valutando. Non noi, di per sé, ma la situazione. Tutte le situazioni.

Non credo pensasse meno di noi. Sembrava solo diffidente.

Sapevamo che poteva parlare. Li avevamo sentiti interloquire un paio di volte. Solo qualche parola, ma nessuno di noi aveva mai voluto approfondire.

Ogni tanto coglievo il suo sguardo fisso su di me, ma avevo sempre considerato la sua attenzione il frutto del legame particolare che c'era tra me e Jaren. Lui era come un padre per me. Al tempo non avevo capito perché aveva scelto di prendersi cura di me, di proteggermi. Dopo tutto quello che avevo perso, al tempo gli ero molto riconoscente. Ripensandoci ora, considerando la distanza che teneva verso gli altri, avrei dovuto capirlo, o almeno sospettarlo, che dietro la sua premura c'era una motivazione.

Quella notte ci svegliammo più presto del solito.

Un colpo di pistola echeggiava per le pareti della vallata. Poi altri colpi.

Lontani, ma abbastanza vicini da gelare il nostro sangue nelle vene.

Un'eco familiare. L'Ultima Parola. L'arma di Jaren che teneva sempre al fianco.
Poi un altro. Un singolo colpo, un'eco inconfondibile per la notte. Quieto, tagliente.

Un colpo, oscuro e infernale. Seguito dal silenzio.

Ci acquattammo sul terreno, in ascolto, sperando in un miracolo.

Jaren si era allontanato da solo.

Forse eravamo più vicini di quanto credessimo.

Troppo vicini.

Era andato ad affrontare la morte da solo.

Non volevo ammetterlo, non allora, ma lui credeva di
proteggerci.

Dopo tutta quella strada, dopo anni su quella traccia con le orme macchiate di fuoco e sofferenza, forse non poteva sopportare la perdita di un altro "giovane", il nome con cui era solito chiamarci.

Gli echi svanirono in lontananza e noi eravamo ancora lì, immobili. Nessun modo per capire la provenienza. Nessun motivo per caricare alla cieca.

Ciò che era fatto era fatto.

La cadenza dei colpi sparati ci raccontava una storia che non volevamo sentire.

Non fu l'Ultima Parola. Da qualche parte nel mondo, abbastanza vicino per sentirci diretti testimoni ma abbastanza lontano per far correre l'immaginazione, Jaren Ward era morto. E non potevamo farci niente.

Passarono le ore. Un'eternità.

Restammo all'accampamento, ma all'alba gli altri cominciarono ad allontanarsi, svanendo ben presto nell'orizzonte. Senza Jaren niente ci legava insieme. Niente ci spingeva a continuare. Il sapore della vendetta non bastava più. Il timore e il desiderio di vedere altri soli stava creando un solco tra il dovere e il piacere.

Arrivato il mezzogiorno ero solo. Non potevo andarmene. Non volevo.

O avrei trovato Jaren, o l'altro avrebbe trovato me e ci sarebbe stato un degno finale.

Marciavo avanti pensando alla morte.

Poi un movimento. Veloce, improvviso. Tendendo i muscoli allungai la mano verso la fondina.

E arrivò la conferma della terribile verità che avevo accettato, quando lo Spettro di Jaren Ward si fermò a pochi passi da me.

Con un sospiro mi lasciai quasi cadere. Riuscii a tenermi in piedi, ma il mio animo era spezzato.
Quella piccola Luce mi guardò inclinando curiosamente il suo asse, poi sprigionò un raggio di Luce sul mio corpo. Mi scansionò, come aveva fatto la prima volta che mi aveva incontrato.

Alzai lo sguardo, dritto nel suo luminoso occhio.

Ed esso mi parlò...

Frammento di Spettro: L’Ultima Parola 4

Frammento di Spettro: L’Ultima Parola 4 5

A quei tempi

Palamon era cenere.

Ero solo un ragazzino, con la faccia incrostata di fuliggine, muco e tristezza.

Credevo che Jaren, il mio amico, il nostro guardiano, il salvatore di Palamon, ci avrebbe sempre protetto... ci avrebbe sempre salvato.

Ma ero uno sciocco.

Jaren e una manciata di altre persone, non molti, ma comunque i nostri migliori cacciatori, i nostri cuori d'acciaio, erano partiti tre soli fa, alla ricerca dei caduti, dopo che quei farabutti avevano causato un trambusto.

Lo straniero, l'altro, arrivò il giorno seguente.

Parlava a malapena, si prese una camera e la nostra ospitalità.

Mi affascinava come mi affascinò Jaren la prima volta che arrivò.

Ma lo straniero era freddo, distante, spezzato...

Io non avevo paura, non ancora perlomeno.

Ero solo un ragazzino, ma ero a conoscenza dei mostri nel nostro mondo, quelli che camminavano come umani anche se di umano non avevano niente. Erano qualcosa di alieno. Dei selvaggi con quattro braccia.

Lo straniero era educato, ma solenne.

Mi sembrava una persona infranta, triste, e lo era. Tuttavia, allora non capivo cosa potesse rendere pericolosa una persona.

Come con Jaren, mio padre provò a tenermi lontano dallo straniero.

Ma non avrebbe potuto cambiare nulla.

Non appena la figura si avvicinò, la paura prese piede.

La sagoma oscura mi sovrastava, guardando dentro di me, attraverso la mia anima.

Sorrise, e sentii le mie ginocchia cedere. Credevo fosse la fine.

Poi, si voltò e andò via.

Lasciando una scia di rovina e un ragazzino terrorizzato, dal cuore spezzato alle sue spalle senza nemmeno degnarlo di un secondo sguardo.

Da allora ho inseguito l'ombra di quello straniero.


Ora.

Siamo in silenzio e il sole è alto nel cielo.

I secondi che passano sembrano interminabili ore.

Lui sembra diverso.

Sembra non avere peso, sembra non provare fatica in un'esistenza che schiaccerebbe un uomo col solo peso della coscienza.

Il mio sguardo rimane immobile mentre un calore divampa dentro di me.
L'altro parla...

"Ne è passato di tempo."

Non rispondo.

"La spada del pistolero... il suo cannone. Quello sì che è un regalo."

Trattengo il fiato, mentre con le dita sfioro il cane perfettamente logorato della pistola al mio fianco.

"Un offerta da parte mia... a te."

Il calore diventa più intenso, si concentra nel mio petto.

Il giorno in cui Jaren Ward morì, e per molto tempo a venire, mi sentii un codardo.

Ma ora sento solo il fuoco della mia Luce.

L'altro chiede...

"Niente da dire?"

Lascia che le parole riempiano il vuoto fra noi.

"Attendo questo giorno da molto tempo."

Le sue parole mi sembrano banali, considerato quanto accaduto in passato.

"Diverse volte ho creduto che avresti vacillato, che ti saresti arreso..."

Tutto ciò che ho perso, tutti quelli che hanno sofferto, scorrono rapidamente nella mia mente, intervallati da una figura oscura che si dirige verso un ragazzino spaventato, debole e codardo.

Il fuoco brucia dentro di me.

E l'altro continua...

"Ma eccoci qui, giunti finalmente a una fine..."

Mentre la sua lingua schiocca tra una sillaba e l'altra, la mia mano si muove come se avesse una volontà propria.

Riflesso e intento si mescolano alla rabbia, alla chiarezza e a uno schiacciante bisogno di una fine.

Seguendo lo scatto, il mio fuoco interiore si concentra, percorre la spalla e scende lungo il braccio, mentre il mio dito preme il grilletto del cannone del mio terzo padre.

Due colpi, due proiettili inghiottiti in un bagliore infuriato.
L'altro cade a terra.

Mi dirigo verso il suo corpo. Non ha nemmeno provato ad usare il suo Aculeo, la pistola spinosa portatrice di un putrida malattia.

Guardo l'uomo senza vita che aveva causato così tanta morte.

La mia arma ancora emette fiamme danzanti di Luce.
E la tristezza si prende possesso di me.

Penso ai miei albori, a Palamon e a Jaren.

Puntando il mio cannone all'elmo di quell'uomo, pago il tributo finale al mio mentore, il mio salvatore, mio padre e amico...

"La tua... Non la mia."

... mentre chiudo la mia stretta sul cannone di Jaren, divenuto mio, permettendogli di avere un'ultima e fragorosa parola.

Frammento di Spettro: L’Ultima Parola 4

Frammento di Spettro: L’Ultima Parola 4 5

A quei tempi

Palamon era cenere.

Ero solo un ragazzino, con la faccia incrostata di fuliggine, muco e tristezza.

Credevo che Jaren, il mio amico, il nostro guardiano, il salvatore di Palamon, ci avrebbe sempre protetto... ci avrebbe sempre salvato.

Ma ero uno sciocco.

Jaren e una manciata di altre persone, non molti, ma comunque i nostri migliori cacciatori, i nostri cuori d'acciaio, erano partiti tre soli fa, alla ricerca dei caduti, dopo che quei farabutti avevano causato un trambusto.

Lo straniero, l'altro, arrivò il giorno seguente.

Parlava a malapena, si prese una camera e la nostra ospitalità.

Mi affascinava come mi affascinò Jaren la prima volta che arrivò.

Ma lo straniero era freddo, distante, spezzato...

Io non avevo paura, non ancora perlomeno.

Ero solo un ragazzino, ma ero a conoscenza dei mostri nel nostro mondo, quelli che camminavano come umani anche se di umano non avevano niente. Erano qualcosa di alieno. Dei selvaggi con quattro braccia.

Lo straniero era educato, ma solenne.

Mi sembrava una persona infranta, triste, e lo era. Tuttavia, allora non capivo cosa potesse rendere pericolosa una persona.

Come con Jaren, mio padre provò a tenermi lontano dallo straniero.

Ma non avrebbe potuto cambiare nulla.

Non appena la figura si avvicinò, la paura prese piede.

La sagoma oscura mi sovrastava, guardando dentro di me, attraverso la mia anima.

Sorrise, e sentii le mie ginocchia cedere. Credevo fosse la fine.

Poi, si voltò e andò via.

Lasciando una scia di rovina e un ragazzino terrorizzato, dal cuore spezzato alle sue spalle senza nemmeno degnarlo di un secondo sguardo.

Da allora ho inseguito l'ombra di quello straniero.


Ora.

Siamo in silenzio e il sole è alto nel cielo.

I secondi che passano sembrano interminabili ore.

Lui sembra diverso.

Sembra non avere peso, sembra non provare fatica in un'esistenza che schiaccerebbe un uomo col solo peso della coscienza.

Il mio sguardo rimane immobile mentre un calore divampa dentro di me.
L'altro parla...

"Ne è passato di tempo."

Non rispondo.

"La spada del pistolero... il suo cannone. Quello sì che è un regalo."

Trattengo il fiato, mentre con le dita sfioro il cane perfettamente logorato della pistola al mio fianco.

"Un offerta da parte mia... a te."

Il calore diventa più intenso, si concentra nel mio petto.

Il giorno in cui Jaren Ward morì, e per molto tempo a venire, mi sentii un codardo.

Ma ora sento solo il fuoco della mia Luce.

L'altro chiede...

"Niente da dire?"

Lascia che le parole riempiano il vuoto fra noi.

"Attendo questo giorno da molto tempo."

Le sue parole mi sembrano banali, considerato quanto accaduto in passato.

"Diverse volte ho creduto che avresti vacillato, che ti saresti arreso..."

Tutto ciò che ho perso, tutti quelli che hanno sofferto, scorrono rapidamente nella mia mente, intervallati da una figura oscura che si dirige verso un ragazzino spaventato, debole e codardo.

Il fuoco brucia dentro di me.

E l'altro continua...

"Ma eccoci qui, giunti finalmente a una fine..."

Mentre la sua lingua schiocca tra una sillaba e l'altra, la mia mano si muove come se avesse una volontà propria.

Riflesso e intento si mescolano alla rabbia, alla chiarezza e a uno schiacciante bisogno di una fine.

Seguendo lo scatto, il mio fuoco interiore si concentra, percorre la spalla e scende lungo il braccio, mentre il mio dito preme il grilletto del cannone del mio terzo padre.

Due colpi, due proiettili inghiottiti in un bagliore infuriato.
L'altro cade a terra.

Mi dirigo verso il suo corpo. Non ha nemmeno provato ad usare il suo Aculeo, la pistola spinosa portatrice di un putrida malattia.

Guardo l'uomo senza vita che aveva causato così tanta morte.

La mia arma ancora emette fiamme danzanti di Luce.
E la tristezza si prende possesso di me.

Penso ai miei albori, a Palamon e a Jaren.

Puntando il mio cannone all'elmo di quell'uomo, pago il tributo finale al mio mentore, il mio salvatore, mio padre e amico...

"La tua... Non la mia."

... mentre chiudo la mia stretta sul cannone di Jaren, divenuto mio, permettendogli di avere un'ultima e fragorosa parola.

Aculeo

Aculeo

"Squarciare il nemico non è considerarlo tuo pari, ma semplice oggetto. Vuoto di spirito e significato." - 13° Conoscenza, 7° Libro del Dolore

Potenziata attraverso oscuri rituali, un tempo Aculeo era un'arma da eroi. Il suo telaio appuntito allude a una sinistra verità: un intricato collegamento con inenarrabili magie dell'alveare.

La leggenda di Aculeo è legata all'ascesa e caduta di Dredgen Yor, un guardiano ricordato con disgusto e vergogna. Si credeva che l'arma fosse stata distrutta... ma alcune voci dicono che stia ancora infestando le terre selvagge.

Frammento di Spettro: Aculeo

Frammento di Spettro: Aculeo 5

La Rosa

Il nobiluomo si alzò, e i popolani lo osservarono. Poiché lui era una guida. Seppur solo un uomo, era l'essenza della speranza. E in quella verità c'era una grande promessa: se un solo uomo poteva opporsi alla notte, allora potevano farlo tutti... chiunque.

Nella sua mano forte l'uomo teneva una Rosa. E la sua aura bruciava intensamente.

Ogni volta che l'uomo ricominciava il suo cammino, il popolo se ne ricordava. Nella sua scia spargeva la speranza. Ma l'uomo aveva un timore segreto. I suoi pensieri erano oscuri. Una tristezza si agitava nel profondo del suo essere. Era stato un eroe per così tanto tempo che l'orgoglio l'aveva condotto per il sentiero del dolore.

Lentamente i sussurri dell'ombra diventarono una voce, un richiamo oscuro, che offriva glorie così splendide da far tremare anche la Luce più forte. Sapeva che si stava estinguendo; eppure, dentro di sé, bramava ancora.

Il suo ultimo giorno si sedette a guardare il tramontar del sole. I suoi ultimi pensieri, puri nella mente, se non nel corpo, si aggrapparono ad una fievole speranza; anche se avrebbero sofferto per l'uomo che stava per diventare, il popolo si sarebbe ricordato comunque di lui per com'era stato in precedenza.

E così il nobiluomo si nascose dietro un'Oscurità che nessun corpo dovrebbe mai toccare, e rinnegò il suo essere mortale per reclamare una nuova rinascita. Se questo accadde per scelta, o destino, solo il fato può conoscerne la verità.

Nell'aria fresca della sera, mentre la notte divorava il crepuscolo, il nobiluomo cessò di esistere. Al suo posto si ergeva qualcun'altro.

Stessa carne. Stesse ossa. Ma così diverso.

Il primo e unico della sua famiglia. Il solo avo e ultimo discendente del nome Yor.

Nei primi momenti della sua esistenza, abbassò lo sguardo verso la sua Rosa e si rese conto che non possedeva petali: solo le appuntite apparenze di irati aculei.

Frammento di Spettro: Aculeo 2

Frammento di Spettro: Aculeo 2 5

Il fiore

TIPOLOGIA: trascrizione.
DESCRIZIONE: conversazione.

INTERLOCUTORI: quattro [4]. Tre [3] non identificati [n.i.1, n.i.2, n.i.3], uno [1] non confermato.

ASSOCIAZIONI: Terrefrante; Durga; Ultima Parola; Malphur, Shin; Canale Nord; Palamon; Aculeo; Velor; Ward, Jaren; AdD; Yor, Dredgen;

//AUDIO NON DISPONIBILE//

//SEGUE LA TRASCRIZIONE//

[n.i.1:0.1] Posso vedere cos'hai lì?
[silenzio]
[n.i.1:0.2] Il tuo cannone... posso vederlo?
[pausa]
[n.i.2:0.1] Ti conosco?
[pausa]
[n.i.1:0.3] Non che io sappia.
[n.i.2:0.2] E vuoi tenere in mano il mio pezzo?
[pausa]
[n.i.1:0.4] È solo che... non ne ho mai visto uno così.
[pausa]
[n.i.2:0.3] No, non l'hai mai visto.
[n.i.1:0.5] Sembra pericoloso.
[n.i.2:0.4] Sembra... forse è quello il punto.
[n.i.1:0.6] Forse.
[n.i.1:0.7] Posso vederlo?
[n.i.2:0.5] Non penso.
[silenzio]
[n.i.1:0.8] Dove... dove l'hai trovato?
[silenzio]
[n.i.1:0.9] Mi senti?
[silenzio]
[n.i.3:0.1] T'ha chiesto 'na domanda.
[silenzio]
[n.i.2:0.6] Non l'ho trovato. L'ho costruito.
[n.i.1:1.0] Eh eh. Ci sai fare. Sei un fabbro?
[n.i.2:0.7] Ti sembro un fabbro?
[n.i.1:1.1] L'apparenza può essere ingannevole.
[n.i.2:0.8] Ne puoi esser certo.
[n.i.1:1.2] Hai problemi?
[n.i.2:0.9] Non che t'importino.
[n.i.1:1.3] Bene. Ora dimmi, a proposito di quel pezzo...
[silenzio]
[n.i.2:1.0] Sei stato sulla Luna?
[n.i.1:1.4] Come?
[n.i.2:1.1] La Luna. Ci sei stato?
[n.i.1:1.5] Nessuno c'è mai stato.
[n.i.2:1.2] Ne sei sicuro?
[n.i.1:1.6] Ne sono certo.
[n.i.2:1.3] Le tue certezze mi fanno ridere.
[n.i.1:1.7] Sono certo che ti credi una persona speciale. Con quell'atteggiamento. Il modo in cui ci tratti, come se non fossimo nulla... come se non fossimo neanche qui.
[n.i.1:1.8] Sono certo che tu non sei così solido come sembri. Sono certo che le cose sono speciali, fino a quando poi non lo sono più.
[silenzio]
[n.i.2:1.4] Le ossa raccontano un'altra storia.
[n.i.1:1.9] Parla chiaro.
[n.i.2:1.5] Tu dici "nessuno". Le ossa raccontano un'altra storia.
[n.i.1:2.0] Quali ossa?
[n.i.2:1.6] Tutte.
[n.i.1:2.1] A cosa stai alludendo?
[n.i.2:1.7] Troppe da contare.
[n.i.1:2.2] Stai cercando di annoiarci? Stavo solo chiacchierando.
[n.i.2:1.8] No, non stavi solo chiacchierando.
[n.i.4:0.1] Fai poco il sapientone.
[n.i.2:1.9] Ho esperienza, più che sapienza. Ma l'esperienza ha i suoi vantaggi.
[n.i.1:2.3] L'esperienza ti dice di sfottere gli sconosciuti che stanno solo tentando di chiacchierare?
[n.i.2:2.0] Continua ad insistere e magari ce la faremo.
[n.i.1:2.4] A parlare?
[n.i.2:2.1] A scambiarci parole.
[n.i.1:2.5] Non lo stiamo già facendo?
[n.i.2:2.2] Le mie conversazioni tendono ad essere più fragorose.
[silenzio]
[n.i.1:2.6] È una minaccia?
[n.i.2:2.3] È una certezza.
[n.i.1:2.7] Chi diavolo ti credi di essere?
[n.i.2:2.4] Secondo le tue certezze, sono "nessuno". Eppure eccomi qui.
[n.i.1:2.8] Non importa quanto sia elegante il tuo cannone. Se continui così ti faremo vedere noi quanto possiamo essere fragorosi.
[silenzio]
[n.i.1:2.9] Hai finito di parlare? Ragazzi, si vede che sa come stare al posto suo.
[n.i.2:2.5] Hai mai avuto un incubo?
[n.i.1:3.0] Stai scherzando? O sei stupido?
[n.i.2:2.6] So che ne hai avuti. Di questo mondo? Non posso aiutarti, ma.
[n.i.1:3.1] Io non ho incubi. Li dò.
[n.i.2:2.7] Sei un fottuto cliché. Fatto con lo stampino del bandito perfetto.
[n.i.2:2.8] Solo a sentir la tua voce... le cose che dici, l'ombra dell'uomo duro che fa finta di essere...
[n.i.1:3.2] Non c'è nessun'ombra.
[forte colpo]
[forte colpo]
[forte colpo]
[silenzio]
[n.i.2:2.8] Siediti.
[silenzio]
[n.i.2:3.0] Siediti. Ora.
[n.i.2:3.1] Le tue parole hanno appena ucciso i tuoi amici.
[n.i.2:3.2] Questo è ciò che succede quando mi annoio. E ora...
[n.i.2:3.3] Sono così annoiato.
[n.i.1:3.3] Cos... No, ascolta...
[n.i.2:3.4] Zitto.
[n.i.1:3.4] Ma... ma... tu sei... sei uno di loro... un guardiano, giusto?
[n.i.1:3.5] Dovresti far parte dei buoni.
[n.i.2:3.5] "Dovresti"? Forse lo sono. Forse questo è ciò che fa un "buono".
[n.i.2:3.6] Ormai, chi lo può dire?
[n.i.1:3.6] Io...
[n.i.2:3.7] Volevi vedere il mio premio.
[n.i.1:3.7] No... io...
[n.i.2:3.8] Guardalo.
[n.i.1:3.8] Io...
[forti singhiozzi]
[n.i.2:3.9] Piagnucolare non ti aiuterà.
[n.i.2:4.0] Guarda...
[forti singhiozzi]
[n.i.2:4.1] Guardalo.
[n.i.2:4.2] Apri gli occhi.
[forti singhiozzi]
[n.i.2:4.3] Sono in pochi a vederlo da così vicino.
[n.i.2:4.4] Le ossa... Le vedi. Appuntite, come aculei.
[n.i.2:4.5] Un tempo credevo fosse una rosa...
[n.i.2:4.6] Ero concentrato sul fiore.
[n.i.2:4.7] Ma il fiore è solo il prodotto della sua rabbia.
[silenzio]
[n.i.2:4.8] Hai gli incubi?
[forti singhiozzi]
[n.i.2:4.9] Hai mai visto un incubo? Hai mai aperto gli occhi, solo per realizzare che l'orrore non era solo un sogno. Che il terrore non era sparito?
[n.i.2:5.0] Io ho visto incubi.
[n.i.2:5.1] Vivono nelle ombre.
[n.i.2:5.2] Ci stanno osservando.
[n.i.2:5.3] Pensavo... Sì, so che è sciocco... ma pensavo di aver trovato un modo.
[n.i.2:5.4] Un modo per vincere. Un modo per sopravvivere.
[n.i.2:5.5] Ma una volta che ti addentri nelle tenebre, è così difficile camminare nella Luce.
[n.i.2:5.6] O... forse non ero abbastanza forte.
[n.i.2:5.7] Forse.
[n.i.2:5.8] Ma ora mi sento forte.
[forti singhiozzi]
[n.i.2:5.9] Ho rubato l'Oscurità.
[n.i.2:6.0] O forse lei ha rubato me.
[n.i.2:6.1] Comunque, eccoci qua.
[n.i.2:6.2] E ho fame.
[n.i.2:6.3] Ha fame.
[n.i.2:6.4] Non hai nessuna Luce a parte la patetica scintilla della tua vita.
[n.i.2:6.5] Ma una scintilla è sempre qualcosa.
[forti singhiozzi]
[n.i.2:6.6] Apri gli occhi.
[forti singhiozzi]
[forti singhiozzi]
[forte colpo]
[silenzio]
[silenzio]
[silenzio]

/... FINE TRASCRIZIONE///

Frammento di Spettro: Aculeo 3

Frammento di Spettro: Aculeo 3 5

Un addio alla Luce

TIPOLOGIA: trascrizione.
DESCRIZIONE: conversazione.
INTERLOCUTORI: due [2]. Un [1] esemplare Spettro, designato [CENSURA] [n.i.1], un [1] esemplare guardiano, classe [CENSURA] [n.i.2]
ASSOCIAZIONI: [CENSURA]; Terrefrante; Durga; Ultima Parola; Malphur, Shin; Canale Nord; Palamon; Aculeo; Velor; Ward, Jaren; AdD; Yor, Dredgen;
//AUDIO NON DISPONIBILE//
//SEGUE LA TRASCRIZIONE//

[n.i.1:0.1] Non sei sempre stato così.
[n.i.2:0.1] Vero.
[n.i.1:0.2] La matematica dice che non devi rimanere così. Puoi essere altro.
[n.i.2:0.2] Sono già altro.
[n.i.1:0.3] Puoi essere migliore.
[n.i.2:0.3] Sono già migliore.
[n.i.1:0.4] Quest'affermazione è, nel migliore dei casi, soggettiva.
[n.i.2:0.4] Cosa sono allora? Peggiore.
[n.i.1:0.5] Alcuni ti considererebbero tale.
[n.i.2:0.5] Ma tu come mi consideri?
[silenzio]
[n.i.2:0.6] Dopo tutto quello che abbiamo vissuto, ora, qui davanti a me, sei senza parole.
[n.i.1:0.6] Io ho parole.
[n.i.2:0.7] Ma...?
[n.i.1:0.7] Non ti piaceranno.
[n.i.2:0.8] Molte cose non mi piacciono.
[n.i.1:0.8] Ora più che mai, sembrerebbe.
[n.i.2:0.9] Eh già.
[n.i.1:0.9] Non vedo nulla per cui ridere nel tuo cammino.
[n.i.2:1.0] Solo nel mio viaggio.
[n.i.1:1.0] La nobiltà ti ha condotto qui.
[n.i.2:1.1] E il mio premio.
[n.i.1:1.1] Quello non è un premio.
[n.i.2:1.2] Una maledizione, allora?
[n.i.1:1.2] La considererei tale.
[n.i.2:1.3] E io dissentirei.
[n.i.1:1.3] Non sei più te stesso.
[n.i.2:1.4] Io sono me stesso. È ciò che ero che non esiste più.
[n.i.1:1.4] Ciò che eri rappresentava tutto il tuo valore.
[n.i.2:1.5] Per te.
[n.i.1:1.5] Per la Luce.
[n.i.2:1.6] La Luce...
[n.i.1:1.6] È tutto.
[n.i.2:1.7] Non è altro che una stampella.
[n.i.1:1.7] Che ti ha sempre sostenuto.
[n.i.2:1.8] Appena soltanto. E niente di più.
[n.i.1:1.8] Niente di più? Eri un eroe.
[n.i.2:1.9] Eppure la gente muore ancora. La corruzione persiste. La Luce si affievolisce. L'Oscurità continua a crescere.
[n.i.1:1.9] Sarà sempre così, ma ciò non significa che tu debba sottometterti a...
[n.i.2:2.0] A cosa? Alla speranza.
[n.i.1:2.0] Questa non è speranza.
[n.i.2:2.1] Questa è pace.
[n.i.1:2.1] Le tue mani sono sporche di sangue.
[n.i.2:2.2] A differenza di prima?
[n.i.1:2.2] Sangue innocente.
[n.i.2:2.3] Sono punti di vista.
[n.i.1:2.3] È l'ombra che parla.
[n.i.2:2.4] Non è ciò che sono?
[n.i.1:2.4] L'ombra?
[n.i.2:2.5] Sai... I tuoi sforzi in questi ultimi cicli sono encomiabili. Hai provato in ogni modo a correggere la mia rotta. Ma non credo debba essere corretta.
[n.i.1:2.5] Se invece lo è?
[n.i.2:2.6] Potrebbe essere troppo tardi.
[n.i.1:2.6] Il tuo "potrebbe" corrisponde a una via tortuosa.
[n.i.2:2.7] Il cammino dalla partenza al mio traguardo è lungo.
[n.i.1:2.7] È quello che spero. Che ci sia ancora tempo.
[n.i.2:2.8] Per?
[n.i.1:2.8] Misure correttive. Per riprendere la giusta direzione. Per ripulirti dalla tua ombra e riportarti alla Luce.
[silenzio]
[n.i.2:2.9] Perché hai scelto me?
[n.i.1:2.9] Non funziona così.
[n.i.2:3.0] Ero speciale?
[n.i.1:3.0] Lo eri.
[n.i.2:3.1] Ma soltanto speciale quanto tutti gli altri.
[n.i.1:3.1] Siete tutti speciali.
[n.i.2:3.2] Sembra una contraddizione, non ti pare?
[n.i.1:3.2] Non a mio giudizio.
[n.i.2:3.3] Se siamo tutti speciali, non vuol dire che nessuno lo è?
[n.i.1:3.3] È questo quello che vuoi? Essere speciale?
[n.i.2:3.4] Eh già.
[n.i.1:3.4] Mi disdegni, ma è una domanda molto seria. È questo ciò che brami? Tutta quella morte per un riconoscimento?
[n.i.2:3.5] Non sono già migliore degli altri?
[n.i.1:3.5] Osservandoti qui, in questo momento, il fumo, la cenere e le ossa sotto i tuoi piedi dimostrano quanto tu sia difatti molto peggiore.
[n.i.2:3.6] Forse. Eppure sei ancora qui.
[n.i.1:3.6] In che senso?
[n.i.2:3.7] Sei stato al mio fianco per tutto il mio cammino.
[n.i.1:3.7] Dove altro sarei dovuto essere?
[n.i.2:3.8] Nonostante tu non sia d'accordo col mio cambio di prospettiva.
[n.i.1:3.8] Fosse soltanto la tua prospettiva a essere cambiata. Questa "evoluzione" non è stata una scelta. Non sei arrivato a una conclusione dopo un lungo periodo di riflessione. Questa è corruzione.
[n.i.2:3.9] Le ombre?
[n.i.1:3.9] L’Oscurità.
[n.i.2:4.0] Possibile.
[n.i.1:4.0] Non c'è ombra di dubbio.
[n.i.2:4.1] E credi di potermi salvare?
[n.i.1:4.1] Ho riacceso la tua Luce. Tocca a me aiutarla a sopravvivere.
[silenzio]
[n.i.2:4.2] Mi ha stancato.
[n.i.1:4.2] Devi tentare...
[n.i.2:4.3] Mi hai stancato.
[n.i.1:4.3] [CENSURA]...
[n.i.2:4.4] Non mi chiamo più così.
[n.i.1:4.4] Non pronuncerò altro nome.
[n.i.2:4.5] Non importa. Le nostre strade si dividono qui.
[n.i.1:4.5] Non ti lascerò.
[n.i.2:4.6] Sono io che lascerò te.
[n.i.1:4.6] Senza me, il viaggio che ti aspetta sarà più arduo di quanto qualunque guardiano possa sopportare.
[n.i.2:4.7] È questo il punto. Molto tempo è passato da quando mi hai ritenuto degno di vivere con coloro che un tempo chiamavo fratelli e sorelle. Eppure... ormai sento che sono degno di molto più.
[n.i.1:4.7] Senza me... morirai.
[n.i.2:4.8] Un giorno sì. Non sarà la prima volta.
[silenzio]
[n.i.2:4.9] Considerala la mia ultima buona azione. Ti sto togliendo dalle spalle il peso delle mie gesta, sia quelle passate che quelle a venire.
[n.i.1:4.8] Non ti abbandonerò.
[n.i.2:5.0] Lo farai. O strapperò la Luce dal tuo involucro e lascerò la carcassa del mio primo e ultimo amico nella polvere di questo noioso, rosso mondo.
[n.i.1:4.9] Dunque ho fallito completamente con te.
[n.i.2:5.1] Non con me. Forse con l'uomo che ero.
[n.i.1:5.0] Ho capito che quell'uomo è morto per sempre.
[n.i.2:5.2] Credo proprio di sì.
[n.i.1:5.1] La realtà non è fatta di credenze.
[n.i.2:5.3] Non ho più la pazienza per questioni semantiche.
[silenzio]
[n.i.2:5.4] Quando parlerai di me, userai il mio nome vero. Racconterai dell'uomo che è in piedi davanti a te, non dello spettro dell'eroe che ero un tempo.
[n.i.1:5.2] Per me ti chiamerai sempre [CENSURA].
[n.i.2:5.5] Se non lasci andare quell'uomo, rovinerai per sempre la sua eredità. Tutto il bene che ho fatto brucerà nel fuoco dell'uomo che sono diventato.
[n.i.1:5.3] Se ci tieni, c'è ancora speranza in te.
[n.i.2:5.6] Se devo essere sincero, tengo solo a dare speranza alle masse, oppresse e intimorite, cosicché al mio arrivo avranno molto più da perdere. Il loro dolore sarà aumentato. Le loro grida più pure.
[n.i.1:5.4] Tu...
[n.i.2:5.7] Niente muore come la speranza. Ci tengo molto.
[n.i.1:5.5] Sei un mostro.
[n.i.2:5.8] Finalmente hai capito la verità.
[n.i.1:5.6] [CENSURA] è morto per sempre.
[n.i.2:5.9] Come ho già detto. Lunga vita a Dredgen Yor.
[n.i.1:5.7] Questo è un addio, ma non potrai scappare all'infinito dai tuoi peccati. Alla fine, morirai solo.
[n.i.2:6.0] Possibile. Ma devo confessarti... Mi piacciono le mie probabilità.
[n.i.1:5.8] La tua "Rosa" corrotta non ti salverà per sempre.
[n.i.2:6.1] Vecchio amico mio... L'ha già fatto.

Frammento di Spettro: Aculeo 4

Frammento di Spettro: Aculeo 4 5

L'ombra e la Luce

TIPOLOGIA: trascrizione.
DESCRIZIONE: conversazione.
INTERLOCUTORI: due [2]. Un [1] esemplare Spettro, designato [CENSURA] [n.i.1], un [1] esemplare guardiano, classe [CENSURA] [n.i.2]
ASSOCIAZIONI: Terrefrante; Durga; Cresta dei Truffatori; Ultima Parola; Malphur, Shin; Canale Nord; Palamon; Aculeo; Velor; Ward, Jaren; AdD: Yor, Dredgen;
//AUDIO NON DISPONIBILE//
//SEGUE LA TRASCRIZIONE//

[n.i.1:0.1] Quanta Oscurità.
[n.i.2:0.1] Impressionato?
[n.i.1:0.2] Non direi proprio.
[n.i.2:0.2] A ciascuno il suo.
[n.i.1:0.3] La sua Luce si è affievolita.
[n.i.2:0.3] La sua Luce si è spenta.
[n.i.1:0.4] Sei una piaga.
[n.i.2:0.4] Io sono colui che purificherà.
[n.i.1:0.5] Sei un mostro.
[n.i.2:0.5] Eh eh. Un vecchio amico una volta mi vedeva allo stesso modo, e aveva ragione. Se io e te ci fossimo conosciuti prima, l'avresti anche tu.
[n.i.1:0.6] Vorresti insinuare che tutto ciò che hai fatto non è mostruoso?
[n.i.2:0.6] Non più di un uragano.
[n.i.1:0.7] Quindi sei una forza della natura?
[n.i.2:0.7] Sono tutto quello che è giusto che sia. Potresti non rendertene conto, per mancanza di attenzione o per mera ignoranza, ma sono tutto ciò che c'è di buono.
[n.i.1:0.8] Hai appena ucciso un buon uomo.
[n.i.2:0.8] Lui ha sparato per primo.
[n.i.1:0.9] Eppure tu sei ancora qui.
[n.i.2:0.9] Immagino che abbia mancato il colpo.
[n.i.1:1.0] Lui non sbaglia mai.
[n.i.2:1.0] C'è sempre una prima volta.
[silenzio]
[n.i.2:1.1] Il suo cannone? Un bel pezzo da collezione.
[n.i.2:1.2] Ben logorato, ma preciso, con un cane ben congegnato.
[n.i.1:1.1] Era il suo orgoglio.
[n.i.2:1.3] Probabilmente ha riposto tutta la sua fiducia nell'arma sbagliata.
[n.i.1:1.2] Dunque la tua fede risiede nell'arma giusta?
[n.i.2:1.4] Non da tempo. La mia arma è solo un'estensione. La mia fede risiede nell'ombra.
[n.i.1:1.3] Allora la mia Luce è un affronto a tutto ciò che sei. Io sono il tuo vero nemico.
[n.i.2:1.5] Uno dei tanti.
[n.i.1:1.4] Vorresti spegnere la mia Luce?
[n.i.2:1.6] Non la tua, non ora.
[n.i.1:1.5] Anche l'ombra conosce la pietà.
[n.i.2:1.7] L'ombra non sa nemmeno cosa significhi la parola "pietà".
[n.i.1:1.6] E quindi?
[n.i.2:1.8] L'altro.
[n.i.1:1.7] Quale altro?
[n.i.2:1.9] La persona di cui l'uomo morto si prendeva cura.
[n.i.1:1.8] Il ragazzo?
[n.i.1:1.9] Vuoi uccidere anche lui?
[n.i.2:2.0] Se necessario... vedremo.
[n.i.1:2.0] Non ti permetterò di uccidere un ragazzino.
[n.i.2:2.1] Ne è passato di tempo, forse ora è diventato un uomo.
[n.i.1:2.1] Non puoi ucciderlo.
[n.i.2:2.2] Non ancora.
[n.i.1:2.2] Non te lo permetterò.
[n.i.2:2.3] Tu che cerchi di fermarmi? Davvero divertente.
[silenzio]
[n.i.2:2.4] Ecco.
[silenzio]
[n.i.2:2.5] Prendi.
[n.i.1:2.3] Perché?
[n.i.2:2.6] Dai all'apprendista la "spada" del maestro. È un regalo.
[n.i.1:2.4] Non puoi corromperlo.
[n.i.2:2.7] Temi per la sua Luce?
[n.i.1:2.5] Lui...
[n.i.2:2.8] è speciale.
[n.i.1:2.6] Sì.
[n.i.2:2.9] Lo so.
[n.i.1:2.7] Lo stai inducendo in tentazione. Stai alimentando la sua rabbia.
[n.i.2:3.0] La pistola è solo un regalo, niente più.
[n.i.1:2.8] Dichiari di essere un involucro vuoto, una volta riempito da un uomo, ma è solo una menzogna. Quell'uomo è ancora in te.
[n.i.2:3.1] Non c'è più nessun uomo qui. Ora sono, e per sempre sarò, solo Dredgen Yor.
[n.i.1:2.9] "L'abisso eterno?"
[n.i.2:3.2] Quindi non tutte le lingue dimenticate sono morte.
[n.i.1:3.0] Nasconditi pure dietro un titolo, tanto rimarrà solo una facciata. Nessuna forza della natura giocherebbe al tuo gioco.
[n.i.2:3.3] Gioco?
[n.i.1:3.1] Con il cannone, vuoi istigare il ragazzo. Per alimentare la sua furia. Vedo uno scopo qui. Le azioni di un uomo, mostruoso e pazzo... non sei altro che questo.
[n.i.2:3.4] E dove sfocia la tua conclusione imperfetta?
[n.i.1:3.2] Un uragano può solo essere ammansito, ma non fermato, o reindirizzato. Una forza della natura è insensibile e priva di uno scopo, ma un uomo...
[n.i.2:3.5] Sì?
[n.i.1:3.3] Un uomo non è niente di tutto ciò.
[silenzio]
[n.i.1:3.4] Un uomo può essere ucciso.
[silenzio]
[n.i.2:3.6] Ed ecco qui...
[n.i.1:3.5] Ecco cosa...?
[n.i.2:3.7] Un residuo di speranza.

Primo Maleficio

Primo Maleficio

"... quando la morte si riduce a un ripensamento."

La gente si dimentica sempre dell'altro. Il primo. Ricordano la sua gemella, l'Ultima Parola perché è una storia facile da raccontare, ma non è la storia completa.

La verità è che ce n'erano due. Nei tempi anarchici precedenti alla Città, correvano solo voci. Tra le migliaia di leggende sul Primo Maleficio, quale sceglierai di raccontare?

Asso di Picche

Asso di Picche

Non giocate la vostra mano se non siete sicuri di avere un asso nella manica.

"Ehilà Banshee!"

"Che si dice, Cayde?"

"Solo una visita di controllo a proposito di quella cosa che ti avevo chiesto di fare."

"Te l'ho detto, i miei giorni da contrabbandiere sono finiti..."

"No no, shhh... Non quella cosa! L'altra..."

"Quale scusa?"

"L'arma personalizzata! Per..."

"Ah... giusto, giusto! Certo che ci sto lavorando."

"Ah sì? Beh, come procede?"

"L'ho progettata tutta io, quindi non può che essere fantastica."

"Ma quello non è... un asso di picche?"

"Già."

Pandemia Primordiale

Pandemia Primordiale

"Abbiamo in mano una tecnologia avanzata dell'Età dell'Oro, legata alla morte di uno dei più grandi campioni della Luce, la quale viene utilizzata dai caduti come strumento per spingersi oltre i limiti della bio-evoluzione. E tu la vuoi infondere con dei sistemi bellico-balistici per creare un meccanismo portatile in grado di diffondere nanocelle aggressive?" - Spettro

"Beh, se la vuoi mettere così. So solo che premendo il grilletto uno più uno è sempre uguale a zero. Lo so perché ho fatto i conti." - Shiro-4

Khvostov 7G-0X

Khvostov 7G-0X

"In battaglia puoi contare solo su due cose: i tuoi compagni e il tuo Khvostov." detto anonimo della Russia dell'Età dell'Oro

Il Khvostov 7G0X fu il frutto dell'ingegno di due ere: l'Età dell'Oro e l'Età della Città. Shiro-4 ha utilizzato gli schemi progettuali della serie Khvostov e un po' d'ingegno della Luce per fabbricare la versione moderna di un'arma leggendaria che rappresenta un degno tributo agli antichi armaioli e ai nuovi Signori del Ferro.

Manuale operativo Khvostov, pag. 1

Manuale operativo Khvostov, pag. 1

Manuale operativo Khvostov, pag. 1

Sui margini vi sono numerose annotazioni: "Vasili, quest'uomo non è neanche in grado di scrivere un manuale per palette da giardinaggio. Non preoccuparti, ho usato bene il tempo a mia disposizione e ho aggiornato questo libro di <traduzione omessa> con delle annotazioni per aiutarti. Mi ringrazierai. - Il tuo caro amico, Dmitri"

Manuale operativo Khvostov, pag. 15

Manuale operativo Khvostov, pag. 15

Manuale operativo Khvostov, pag. 15

"Vuoi un consiglio, caprone di <traduzione omessa>? La tua tecnica di rigatura della canna è a dir poco incoerente, l'assemblaggio del grilletto non viene aggiornato da anni, e il telaio ha un senso dell'estetica peggiore di un ufficio postale dell'anteguerra."

Manuale operativo Khvostov, pag. 17

Manuale operativo Khvostov, pag. 17

Manuale operativo Khvostov, pag. 17

"È questa la follia delle guerre moderne, Vasili. Ci sentiamo protetti, giusto? Non abbiamo bisogno di soldati, o almeno non più! E se mai ne avessimo ancora bisogno, riterranno che sbrogliare un intoppo in un'ora sia accettabile perché l'avranno letto nel libro. Per questo sono qui, per dirti qualcosa di diverso."

Manuale operativo Khvostov, pag. 26

Manuale operativo Khvostov, pag. 26

Manuale operativo Khvostov, pag. 26

"Vasili, non seguire le istruzioni su questa pagina. Quando arrivi qui, strappa questo foglio dal manuale e gettalo nel fuoco."

Manuale operativo Khvostov, pag. 33

Manuale operativo Khvostov, pag. 33

Manuale operativo Khvostov, pag. 33

"Quando dovrai pulire la tua arma, Vasili, fallo con un detergente di mia invenzione. Segue ricetta. NON ENTRARE IN CONTATTO CUTANEO."

Manuale operativo Khvostov, pag. 38

Manuale operativo Khvostov, pag. 38

Manuale operativo Khvostov, pag. 38

"I generali si chiedono perché i soldati non hanno più lo spirito combattivo di un tempo, ma che spirito vuoi che abbiano quando hanno aggeggi come questo con cui lavorare? Qui divergo dalle istruzioni. Seguimi."

Manuale operativo Khvostov, pag. 54

Manuale operativo Khvostov, pag. 54

Manuale operativo Khvostov, pag. 54

"Sto sperimentando un nuovo design per l'interfaccia del percussore. Vedi abbozzo sottostante."

Manuale operativo Khvostov, pag. 67

Manuale operativo Khvostov, pag. 67

Manuale operativo Khvostov, pag. 67

"Se Ivonovich ti infastidisce, ricordagli di chi ha ancora una sua foto dove indossa il vestito da orso. Capirà subito."

Manuale operativo Khvostov, pag. 74

Manuale operativo Khvostov, pag. 74

Manuale operativo Khvostov, pag. 74

"L'incastellatura superiore è troppo ingegnerizzata. I fucili Khvostov non sono pezzi d'arte, bensì pratici strumenti! Possiamo fare di meglio. Guarda qui."

Manuale operativo Khvostov, pag. 78

Manuale operativo Khvostov, pag. 78

Manuale operativo Khvostov, pag. 78

"L'assemblaggio dell'estensore inferiore è sorprendentemente efficace. Credo però di poterne migliorare la manutenzione. Segui le istruzioni sottostanti."

Manuale operativo Khvostov, pag. 85

Manuale operativo Khvostov, pag. 85

Manuale operativo Khvostov, pag. 85

"L'assemblaggio del grilletto è un disastro. Vorrei sapere chi sia l'autore di questa brillante idea. Usa questo design insieme alla mia soluzione detergente e già da subito trarrai grossi benefici. Non farti domande!"

Manuale operativo Khvostov, pag. 86

Manuale operativo Khvostov, pag. 86

Manuale operativo Khvostov, pag. 86

"I punti d'ispezione ausiliaria sono qui, qui e qui. Segui le righe che ho tracciato. Fai attenzione alla riga 3, non è molto evidente dove stia puntando."

Manuale operativo Khvostov, pag. 90

Manuale operativo Khvostov, pag. 90

Manuale operativo Khvostov, pag. 90

"Segue il miglior consiglio che leggerai mai in un manuale di istruzioni: ricorda alle persone a cui vuoi bene che gli vuoi ancora bene. Ecco, ora sei pronto a imbracciare un Khvostov."

Frammento di Spettro: L’Ultima Parola 5

Frammento di Spettro: L’Ultima Parola 5 5

TIPOLOGIA: trascrizione.
DESCRIZIONE: conversazione.
INTERLOCUTORI: due [2]. Un [1] esemplare Spettro, designato [CENSURA] [n.i.1], un [1] guardiano, classe dei cacciatori [n.i.2]
ASSOCIAZIONI: Terrefrante; Durga; Cresta dei Truffatori; Ultima Parola; Malphur, Shin; Canale Nord; Orsa Zyre [noto come Vale, Dredgen]; Palamon; Aculeo; Vale Dredgen [noto come Orsa, Zyre]; Velor; Ward, Jaren; AdD; Yor, Dredgen; Yor, Le ombre di
//AUDIO NON DISPONIBILE//
//SEGUE LA TRASCRIZIONE.../

[n.i.1:0.1] Le affronterai?
[n.i.2:0.1] Le ombre?
[n.i.1:0.2] Le persone che lottano nel nome di Yor.
[n.i.2:0.2] Vivo nella speranza che siano più caute del loro ispiratore.
[n.i.1:0.3] Credi veramente che basterà?
[silenzio]
[n.i.2:0.3] No.
[n.i.1:0.4] Dunque cosa farai?
[n.i.2:0.4] L'Avanguardia ha adocchiato...
[n.i.1:0.5] L'Avanguardia tiene d'occhio molte cose.
[n.i.2:0.5] Lo so.
[n.i.1:0.6] Dunque cosa farai?
[silenzio]
[n.i.2:0.6] Ciò che dev'essere fatto.

Frammento di Spettro: Aculeo 5

Frammento di Spettro: Aculeo 5 10

TIPOLOGIA: trascrizione.
INTERLOCUTORI: uno [2]. Un [1] guardiano, classe dei cacciatori [n.i.1]
ASSOCIAZIONI: Orsa Zyre [noto come Vale, Dredgen]; Aculeo; Vale Dredgen [noto come Orsa, Zyre]; AdD; Yor, Dredgen; Yor, Le ombre di
//AUDIO NON DISPONIBILE//
//SEGUE LA TRASCRIZIONE.../

[n.i.1:0.1] Abbiamo debellato il male, spezzandolo con un sacrificio involontario.
[silenzio]
[n.i.1:0.1] Ora possiamo ottenere la nostra ricompensa. Avete sentito i sussurri, fratelli? Sorella? Le ombre parlano. Noi dobbiamo soltanto ascoltare. I suoi segreti sono un dono. Quale dono? La nostra evoluzione. Gli altri non comprendono. Noi siamo le armi del dolore, in piena vita e in libertà. Le paladine odiate di quest'era infranta.