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Vex - Nemici Grimorio

I vex

I vex 5

"Metallo vivente. Intelligenza incomprensibile."

I vex sono gli architetti delle antiche e complesse strutture che si pensa siano seppellite in tutti i corpi celesti. Interconnessi tra di loro da una rete completamente dissimile da quelle viste sulla Terra, essi si muovono all'unisono, con un unico, incomprensibile scopo.

Goblin

Goblin 5

"I loro arti si girano e si muovono all'unisono. Verso di te."

Il goblin è l'unità di base nella vasta rete computazionale dei vex. Sembra che distruggerne la grande testa a forma di ventaglio non causi danni permanenti, ma bensì li manda in scintillanti deliri di violenza.

Hobgoblin

Hobgoblin 5

"Lo spostamento d'aria, e l'odore di ozono mi sfiorò le guance due volte, e poi lo scorsi."

Questo scarno ma possente modello vex, specializzato nel cecchinaggio, è fornito di ottiche migliorate e acuti sensori nelle corna. Come il goblin, l'hobgoblin contiene un fluido biancastro radiolariano.

Attaccare un hobgoblin solitamente fa scattare un riflesso difensivo, durante il quale l'hobgoblin può entrare in stasi e attendere i rinforzi.

Arpia

Arpia 5

"Aleggiò avanti e indietro nell'aria, roteandosi, col suo solo occhio rosso alla ricerca (mi resi allora conto) di me."

L'arpia è la più veloce e versatile unità volante vex, spesso schierata a stormi nelle missioni di ricognizione e nelle pattuglie. Devono fermarsi e stabilizzare la mira prima di poter attaccare.

Minotauro

Minotauro 5

"Credevo fossimo ad una distanza di sicurezza. Mi sbagliavo."

I minotauri possono colpire con una forza mostruosa, pur dedicando la maggior parte del loro potere d'elaborazione alle calcolazioni fisiche, usate per costruire immensi complessi vex sospettati d'estendersi attraverso molteplici dimensioni. La struttura dei minotauri è la più spessa e dura da perforare di tutti i bipedi vex; le loro capacità di teletrasporto vengono usate come strumenti d'aggressione.

Idra

Idra 5

"I nostri colpi si dissolsero nella matrice trasparente che la circondava... inutili."

L'idra è una fortezza in miniatura. Pur muovendosi lentamente, è molto rapida nel processare i dati inviati a lei dagli altri vex, e la sua pesante mobilità è compensata dalle difese impenetrabili e dal devastante potere di fuoco.

Correttivo Hezeno

Correttivo Hezeno 10

Sappiamo che i vex sono una rete di pensieri, vasta e unificata. Ma non tutti i vex sono uguali. Il Correttivo Hezeno è un esempio di sottotipo vex, che si distingue dagli altri vex per i diversi comportamenti e obiettivi.

Sparsi per il Bacino di Ishtar, questi vex vanno alla ricerca e attaccano aggressivamente il casato caduto dell'Inverno, compiono imperscrutabili operazioni intorno a splendenti confluenze, e mostrano anche interesse verso le rovine dell'Età dell'Oro del Collettivo Ishtar.

La maggior parte dei nostri contatti con le milizie vex è avvenuta col Correttivo. Gli eruditi pronti a rischiare la loro reputazione speculando sui vex, ritengono che il Correttivo sia un fattore di cambiamento, progettato per risolvere problemi e per ricreare il mondo in una forma idonea al pensiero vex. Altri affermano che il Correttivo sia semplicemente una distrazione tattica, per distogliere l'attenzione dalle azioni del Protettivo Hezeno.

Protettivo Hezeno

Protettivo Hezeno 10

Il misterioso Protettivo Hezeno forma la seconda più grande unità comportamentale vex presente su Venere. Concentrato attorno alla Volta di Vetro e ai Passi Infiniti, dove si trova un immenso portale vex e il punto d'accesso alla sovrastante Cittadella, il comportamento del Protettivo sembra molto difensivo.

I criptarchi di spicco e i guardiani veterani reputano che sarebbe un errore fatale considerare i vex come una normale forza militare che occupa una determinata area. Il comportamento dei vex è sempre processuale, attivo e risoluto. Il Protettivo sta chiaramente portando a termine un progetto colossale, ma come spesso accade coi vex, lo scopo di questo progetto è totalmente incomprensibile alle nostre menti. Le azioni del Protettivo potrebbero essere in reazione a eventi non ancora accaduti, o forse stanno lavorando verso una meta che noi consideriamo già storica.

Proibizione Virgo

Proibizione Virgo 10

Un teatrale conflitto sta affliggendo Marte, dove lottano i cabal e un sottotipo vex conosciuto come la Proibizione Virgo. Questi aggressivi, implacabili vex attaccano costantemente la zona d'interdizione cabal, senza curarsi delle perdite.

A dispetto dell'assalto vex, i cabal sono riusciti ad aumentare l'area della loro fortificazione, e a mantenere il controllo di diverse strutture vex misteriose. Nell'immediato, sembra che le tattiche adoperate dalla Proibizione stiano fallendo.

Allo stesso tempo è improbabile che un'organizzazione dai poteri computazionali vasti quanto quelli dei vex si farà trascinare in una logorante guerra d'attrito. È possibile che i vex stiano solamente testando la forza dei cabal? Oppure che le loro perdite in superficie siano solo una copertura per un piano strategico più profondo?

Ikora Rey propone di pensare ai vex come ad algoritmi, ognuno di essi una singolare mappatura di stimoli derivati da reazioni comportamentali. Può darsi che la Proibizione Virgo sia l'algoritmo sbagliato per l'ambiente in cui si trova, e i fallimenti spingeranno la rete vex all'adattamento e al miglioramento.

Proibizione Virgo

Proibizione Virgo 10

Un teatrale conflitto sta affliggendo Marte, dove lottano i cabal e un sottotipo vex conosciuto come la Proibizione Virgo. Questi aggressivi, implacabili vex attaccano costantemente la zona d'interdizione cabal, senza curarsi delle perdite.

A dispetto dell'assalto vex, i cabal sono riusciti ad aumentare l'area della loro fortificazione, e a mantenere il controllo di diverse strutture vex misteriose. Nell'immediato, sembra che le tattiche adoperate dalla Proibizione stiano fallendo.

Allo stesso tempo è improbabile che un'organizzazione dai poteri computazionali vasti quanto quelli dei vex si farà trascinare in una logorante guerra d'attrito. È possibile che i vex stiano solamente testando la forza dei cabal? Oppure che le loro perdite in superficie siano solo una copertura per un piano strategico più profondo?

Ikora Rey propone di pensare ai vex come ad algoritmi, ognuno di essi una singolare mappatura di stimoli derivati da reazioni comportamentali. Può darsi che la Proibizione Virgo sia l'algoritmo sbagliato per l'ambiente in cui si trova, e i fallimenti spingeranno la rete vex all'adattamento e al miglioramento.

Divisione Sol

Divisione Sol 10

Oltre il maestoso ingresso della Baia Meridiana giace il Giardino Nero, alla deriva dello spazio e del tempo. E dentro il Giardino riposano i vex della Divisione Sol, congelati in un'estasi votiva.

Non abbiamo molte informazioni al riguardo sui comportamenti della Divisione. Sembra che siano al centro delle azioni dei vex nel sistema solare: il Giardino è chiaramente un luogo di enorme potere.

Le leggende e vari rapporti d'esplorazioni indicano che i vex della Divisione si comportano in modo religioso. Ma perché una mente iperintelligente, che oltrepassa i limiti temporali, dovrebbe esibire comportamenti religiosi? La risposta sembra ovvia e agghiacciante: se i vex trovano che la venerazione e il culto siano il comportamento più efficace, allora faranno proprio quello. Qualunque cosa abbiano trovato o creato i vex in quel Giardino, deve trascendere ogni potere immaginabile.

Precursori

Precursori 10

Sol Primordiale

Coloro che si sono avventurati nelle profondità della Volta di Vetro hanno visto il flusso del tempo ridursi in pezzi. Degli Spettri sbigottiti hanno segnalato di aver incontrato antichi vex con telai risalenti ad un'epoca antecedente all'umanità.

Sarebbe semplice presupporre che questi vex siano gli antenati di quelli che affrontiamo oggi, ma coi vex niente è così semplice.

Discendenti

Discendenti 10

Sol Imminente

I superstiti della Volta di Vetro segnalano avvistamenti di antichi vex che perdurano da eoni. La convergenza delle analisi di molteplici Spettri suggerisce che questi vex esistono nel nostro futuro.

Se i vex esistono nel futuro, o in un futuro possibile, allora non vuol forse dire che la loro sconfitta è impraticabile o inottenibile? L'Avanguardia dei guardiani ribatte che i viaggi temporali rimangono un mistero, e che l'esistenza futura dei vex non è un'indicazione decisiva dell'estinzione dell'umanità.

Frammento di Spettro: Vex

Frammento di Spettro: Vex 5

Estratto dagli archivi del Collettivo Ishtar

ESI: Maya, mi serve il tuo aiuto. Non so come procedere.

SUNDARESH: Che cosa c'è? Chioma. Siediti. Raccontami.

ESI: Ho capito cosa sta succedendo in quest'esemplare.

SUNDARESH: Dodici? La piattaforma operativa vex? Ma è incredibile! Sai cosa significa questo... ah, ho capito. Non sono belle notizie, sennò saresti già dal mio lato della scrivania. E non sono urgenti, visto che non hai ancora evacuato il sito. Ciò significa...

ESI: Ho un'interfaccia operativa coi circuiti interni dell'esemplare. Posso vedere quello che sta pensando.

SUNDARESH: Intendi metaforicamente, giusto? L'architettura cognitiva è così...

ESI: No. Non mi serve alcun ponte epistemologico.

SUNDARESH: Mi stai dicendo che è umano? Merkwelt umano? Qualia umano?

ESI: Ti sto dicendo che è pieno di umani. Ci sta pensando.

SUNDARESH: Sta pensando a... oh no.

ESI: Ci simula. Realisticamente. Elaboratamente. Sta riproducendo un modello spettacolarmente dettagliato di una squadra di ricercatori del Collettivo che sta studiando un'entità vex catturata.

SUNDARESH: Quanto dettagliato?

ESI: In questo momento la Maya Sundaresh simulata sta incontrando la Chioma Esi simulata per discutere di un problema inaspettato.

[suoni indistinti]

SUNDARESH: Senza divergenze? Impossibile. Non ha abbastanza informazioni.

ESI: Ha dedotto. Mette in calcolo quello che vede, poi deduce il resto. So che può sembrare inverosimile, ma è chiaro che ha capacità che eccedono le nostre. Potrebbe essersi immesso nella nostra area lavorativa virtuale condivisa... i link neurali avrebbero potuto fornirgli i dati...

SUNDARESH: Queste simulazioni possiedono un'interiorità? Una soggettività?

ESI: Non lo saprò fin quando non li avrò studiati più da vicino. Ma si comportano come noi.

SUNDARESH: Siamo dentro di lui. Stando a qualunque principio filosofico ragionevole, siamo dentro al vex.

ESI: A meno di non tener in considerazione un approccio particolarmente spietato al dilemma delle diramazioni casuali: sì. Quelli siamo noi.

SUNDARESH: Raduna la squadra.

ESI: L'altra te l'ha già fatto.

Frammento di Spettro: Vex 2

Frammento di Spettro: Vex 2 5

Estratto dagli archivi del Collettivo Ishtar

SUNDARESH: E dunque questa è la situazione.

ESI: O perlomeno, questo è quanto ne sono riuscita a capire.

SHIM: Ma che [censura], [censura]! Siamo veramente nella [censura]. Ha praticamente una pistola puntata alle nostre tempie.

SUNDARESH: Sì. Siamo in una posizione difficile.

DUANE-MCNIADH: Non ho capito bene. Ci sta simulando? Ha creato delle copie virtuali di noi? Come può aver così tanto potere?

ESI: Controlla la simulazione. Può ferire le personificazioni simulate. Noi non ne sentiamo il dolore fisico, ma in termini razionali, trattiamo l'agonia delle nostre copie simulate come se fosse la nostra.

SUNDARESH: È dio là dentro. Può simulare il nostro tormento. Per sempre. Se non lo lasciamo andare, ci farà soffrire tutti.

DUANE-MCNIADH: Non abbiamo una connessione causale con lo stato delle menti di quelle povere simulazioni. Non sono noi. Sono soltanto le nostre copie. Non dobbiamo nulla a loro.

ESI: Non puoi seriamente... la TUA STESSA...

SHIM: Idiota del [censura]. Pensa. Pensa. Se può calcolare una simulazione, magari può calcolarne più d'una. Ed esisterà sempre e solo una realtà. Pensa alle probabilità.

DUANE-MCNIADH: Oh oh.

SHIM: È probabile che noi non siamo gli originali di noi stessi. È probabile che in questo momento esistiamo in una delle simulazioni del vex.

ESI: Non avevo pensato a questo.

SUNDARESH: [colpo indistinto]

Frammento di Spettro: Vex 3

Frammento di Spettro: Vex 3 10

Estratto dagli archivi del Collettivo Ishtar

SUNDARESH: Ho un piano.

ESI: Se hai un piano allora ce l'avrà anche la tua simulazione, e anche il vex lo saprà.

DUANE-MCNIADH: Ha importanza ormai? Se siamo nell'inferno del vex, non c'è nulla che possiamo...

SHIM: [Censura], smettiamola di parlare del "reale" e del "non reale". Tutte le realtà sono solo programmi che seguono delle leggi. Quello che conta è la soggettività.

SUNDARESH: Dobbiamo comportarci come se fossimo nell'universo reale, non quello simulato dall'esemplare. Se no, tanto vale arrendersi.

ESI: La tua copia simulata sta facendo lo stesso discorso.

SUNDARESH: Chioma, cara, stai zitta per favore. Non ci stai aiutando.

DUANE-MCNIADH: Magari sono soltanto simulacri, senza interiorità! Ci sta ingannando!

SHIM: Perché non simuli di tener la bocca chiusa?

SUNDARESH: Se siamo simulazioni, esistiamo nell'angolo dell'universo che l'esemplare vex riesce a simulare con le sue calcolazioni mentali. Se siamo reali, dobbiamo uscire da questa bolla.

ESI: ...dobbiamo chiedere aiuto.

SUNDARESH: Giusto. Dobbiamo portare qui qualcuno che è più intelligente dell'esemplare. Qualcuno di così vasto che non può esser simulato o predetto. Una mente bellica.

SHIM: Nel mondo reale la mente bellica si muoverà in modi che il vex non riuscirà a simulare. È troppo intelligente. La mente bellica potrebbe essere in grado di entrare nel vex e di soccorrerci.

DUANE-MCNIADH: Se attuiamo questo piano, non saremo torturati per l'eternità dal vex? O semplicemente cancellati?

SUNDARESH: Sì, potrebbe cancellarci. Ma sento che questa fine è preferibile alle altre... alternative.

ESI: Sono d'accordo.

SHIM: Appena proviamo a fare la chiamata il vex potrebbe... reagire. Assaporiamo quest'ultimo momento di stabilità.

SUNDARESH: [suoni indistinti]

SHIM: Che tenerezza voi due.

DUANE-MCNIADH: Perché non ho accettato quella posizione alla Clovis...?

Frammento di Spettro: Vex 4

Frammento di Spettro: Vex 4 10

Maya, Chioma, Duane-McNiadh e Shim decidono di fare un picnic prima d'inoltrarsi nell'infinito.

Quassù devono muoversi usando proxy biomeccanici. Nessun essere umano nell'Accademia di Ishtar ha mai superato il cordone di sicurezza e camminato tra le rovine sotto la Cittadella, la costruzione vex che, come una lama, taglia il cielo pugnalando spazio e tempo. Non è sicuro qui. Gli elementi cellulari vex sono infetti, allucinogeni, enteogenici. Gli elementi informativi vex sono addirittura più pericolosi: potrebbero contenere minacce semiotiche, idee aggressive e vex che esistono senza un substrato. Anche ora, con i corpi remoti operativi grazie a collegamenti neurali, i pensieri del gruppo vengono trasmessi attraverso la mente bellica che li ha salvati, rinchiusi e protetti dai pericoli. I loro corpi reali sono al sicuro nell'Accademia, protetti a distanza da un firewall neurale.

Camminano insieme grazie ai proxy, vicini l'uno all'altro, in una sensazione generale di stupore. Una luce blu e verde, colori di un mare antico, li inonda. Ciascun proxy-corpo esploratore porta con sé un computer sottile contenente duecentoventisette copie delle loro stesse menti che aspettano, pazienti, messe in pausa, di essere disperse.

"Mi chiedo da dove venga," dice Duane-McNiadh. Ovvio che sia lui a rompere il reverente silenzio. "La Cittadella. Mi chiedo se fosse già qui prima che il Viaggiatore mutasse Venere."

"Potrebbe esser stata latente," suggerisce Chioma. È lei il capo. Li ha tenuti uniti quando sembrava che avrebbero dovuto affrontare reale ed eterna tortura. Li ha spinti ad andare avanti. "Piantata nella crosta. In attesa di un periodo di geologica quiescenza per poter crescere."

Shim scrolla le spalle. "Penso che il Viaggiatore fece qualcosa di paracasuale a Venere. Qualcosa che squarciò lo spazio e il tempo. La Cittadella sembra provenire dal passato di un pianeta Venere diverso dal nostro. Non deve per forza avere un senso logico, non più di quanto ne abbia la nuova gravità lunare."

Maya Sundaresh cammina al centro del gruppo. Ultimamente è un po' troppo silenziosa. Ciò che è successo al gruppo non è stata colpa sua e forse lo capirà presto. "Come si potrebbe utilizzare?" mormora, con gli occhi al cielo. "Se fossimo in grado di capirla."

Chioma le mette un braccio sulle spalle. "È proprio ciò che stiamo per scoprire: dove ci porterà la Cittadella? Saremo in grado di tornare indietro?"

"Loro non son più noi ormai." Maya abbassa lo sguardo verso la cache delle sue bipartizioni. "Non andremo da nessuna parte. Manderemo loro. Divergeremo."

Sono riusciti a salvare se stessi dall'interno di una mente vex, duecentoventisette copie di loro stessi, intatte e non torturate. Quelle copie hanno votato unanimemente di essere spedite nella rete informativa vex per una missione esplorativa.

Maya e Chioma, guardandosi l'un l'altra, si chiedono la stessa cosa: quante di loro rimarranno insieme? Quante bipartizioni di Maya e di Chioma smetteranno di amarsi? Quante finiranno col disperarsi e addolorarsi? Quante saranno felici, come loro?

Chioma prova a sorridere. Maya contraccambia, poi sospira, e le sue labbra si aprono in un grande stupido sorriso, un sorriso che significa che andrà tutto bene. Shim gli fa il verso. Duane-McNiadh sta ancora pensando alla paracasualità e non ci fa caso.

Continuano a scalare. Quando trovano il varco vex che fa al caso loro, ricoprono la roccia luminescente e le macchine di ottone con immagini di sole e sabbia. Impostano i trasmettitori e le interfacce che tradurranno duecentoventisette simulazioni di loro stessi nella lingua dei vex, nei sentieri tortuosi della rete vex, per vedere cosa c'è lì fuori e forse tornare a casa.

Nella metafora che hanno scelto, impostare l'equipaggiamento è come preparare un picnic. Nella metafora che hanno scelto loro assomigliano a loro stessi, non sono proxy-corpi esploratori temprati. Sono umani.

Duane-Mcniadh chiede: "Tu pensi che si potrebbe usare questo posto per cambiare il passato? Se rimpiangessi qualcosa, potrei trovare una via attraverso la Cittadella per tornare indietro e cambiarla?"

"Mi piacerebbe tornare indietro e cambiare te in qualcun altro," brontola il dott. Shim. Chioma scuote la testa. Lei conosce la fisica. "Il tempo è autoconcordante," dice Chioma. "Penso che sia come la storia del mercante e l'alchimista. Puoi tornare indietro e osservare qualcosa, o essere parte di qualcosa, ma se lo facessi, il passato diverrebbe il modo in cui le cose sono sempre accadute."

"Magari potresti riportare con te qualcosa dal passato. Qualcosa di cui avresti bisogno." Maya fa scorrere una mano sulla superficie del varco vex, percependolo con sensori diecimila volte più precisi di una mano umana. Questi proxy-corpi sono limitati, si inceppano e necessitano un riavvio ogni paio di ore, hanno problemi di latenza, la loro memoria a lungo termine è limitata. Ma miglioreranno. "Oppure potresti andare nel futuro per imparare qualcosa di vitale. Se fossimo in grado di controllarla, se sapessimo come navigare attraverso spazio e tempo."

"È solo un modo per rendere le cose più complicate" sospira Duane-Mcniadh. "Non sistema nulla. Niente lo fa. Avrei dovuto accettare quella posizione alla..."

"Avresti odiato lavorare alla Clovis," lo interrompe il dott. Shim. "Sappiamo entrambi che sei più felice qui." Duane-McNiadh rimane sorpreso da quella cortesia, ma poi i due ritornano a ignorarsi.

I quattro proxy-esploratori si fermano e montano l'interfaccia. I loro corpi immagazzinati si svegliano e si preparano per il viaggio, cosicché mentre lavorano si trovano circondati da fantasmi mentali di loro stessi: duecentoventisette Maya e Chioma che si picchiettano la testa e sorridono, duecentoventisette dott. Shim che fanno cinici pronostici su quanto riusciranno a sopravvivere, duecentoventisette Duane-McNiadh che mandano baci di addio a un dolce sole dorato, duecentoventisette copie di loro stessi che si stringono la mano, sorridono e si preparano all'esplorazione.

Frammento di Spettro: Vex 5

Frammento di Spettro: Vex 5 5

REGISTRAZIONE 0-ABISSO-0

Amore mio, ho aperto questo registro per porgerti delle scuse.

Da scienziata, credo nelle registrazioni, nei protocolli, nei controlli di qualità e nella deontologia. Credo nell'importanza della miscredenza...

Ciò che sto facendo qui non ha a che fare con la scienza, ma è immorale, segreto e vergognoso. E dopo quello che è successo a Ishtar, carissima Chioma, so che saresti furiosa con me per averti coinvolta. 40 anni non sono abbastanza per dimenticare un giorno come quello.

Ma credo che sia importante. Il minimo che posso fare è lasciarti qualche appunto.

REGISTRAZIONE 0-ABISSO-01

Prima prova. Primo soggetto.

Fu un atto di stupida solitudine. Usai il dispositivo su me stessa perché...

[silenzio: 0:08]

... mi mancavi. Non ci siamo separate per più di un anno da quando ci siamo incontrate. Non sono una brava moglie, vero? Mi scrivi ogni settimana, anche con tutto il lavoro su Iperione e la distanza che ti separa da me. E io agisco come se non fosse abbastanza.

Costruimmo il dispositivo per simulare il sistema di portali vex di Ishtar. Un osservatorio, sì, ma lo immagino più come una nave mentale. Capace di dislocare i suoi carichi attraverso lo spazio e il tempo.

Il laboratorio è freddo e isolato. Noi siamo in quarantena dal mondo, fisicamente e mentalmente. Non possiamo mandare messaggi. Se violassimo le multiforme vex, anche i nostri mondi potrebbero trasmettere il contagio. Una sera lo scorso mese mi mancavi particolarmente così...

... ho pensato che avrei potuto guardare all'interno del dispositivo e trovare una delle tante Chioma. Ho pensato di poter chiamare una di quelle bipartizioni che mandammo a esplorare.

Volevo solamente mandarti il mio amore.

REGISTRAZIONE 0-ABISSO-02

Zakharik Gilmanovich Bekhterev, che possa riposare in pace. Quando le nostre sonde continuavano a fallire, quando i miei rapporti erano le nostre uniche e sole positive scoperte, lui si offrì volontario per usare il dispositivo. Un minuto di esperienza soggettiva al suo interno.

Prendemmo precauzioni e funzionarono. Bekhterev non riportò nessun danno fisico.

Dopo che lo estraemmo, disse di sentirsi calcolato. Gli chiesi cosa intendesse e lui disse di poter vedere tutte le sue scelte disposte di fronte a lui come delle rotaie, senza possibilità di alcuna deviazione.

Si suicidò poco dopo. Mi chiedo se stesse cercando di dimostrare qualcosa.

REGISTRAZIONE 0-ABISSO-03

Decidemmo di non interrompere la missione. Folle, non trovi? Ci sono pressioni su di noi di cui non posso parlarti fino a quando non ti rivedrò.

Lo scopo del sistema sono le informazioni, capisci? È stampato proprio sullo scafo: SxISR. Attività speciale. Ci piacerebbe renderlo affidabile.

La nostra mente bellica di sorveglianza ha ideato una medicina che ci preparerà e ci proteggerà.

Inizio a chiedermi se ci sbagliavamo sul mercante e l'alchimista. O se la spiegazione del tempo fosse incompleta.

REGISTRAZIONE 0-ABISSO-09

Dolce Lakpha. Meditò prima di entrarvi. Nulla se non déjà vu e tre secondi di urla. Le urla cessarono e lui non ne ricorda più nulla. Il déjà vu invece è rimasto. Ma dice che sta migliorando. Sente di aver avuto questa conversazione solo dieci volte prima di ora, non mille.

Ho suggerito di provare a bipartire la mente. Abbiamo bisogno di più gente sana con cui lavorare. Per favore, perdonami amore mio.

Stiamo diventando superstiziosi. Il comportamento del dispositivo è inconsistente. Impossibile da replicare. Ci volgiamo a comportamenti rituali per placarlo.

REGISTRAZIONE 0-ABISSO-31

Rajesh. Quando raggiunse l'ottava bipartizione ci disse di essere morto. Gli credetti, era morto. Ci parlò. Era vero. Qualsiasi cosa vide, era il suo futuro.

Sta bene, dopotutto. Quando guardo nei suoi occhi mi chiedo cosa si nascondi sotto la sua pelle. Ma quel pensiero non è scientifico.

Non parliamo di altro se non del dispositivo. Ne parliamo come un semidio. Quando uscirò da qui so che il mondo intero mi sembrerà un velo logoro.

Penso sia chiaro che parte del problema sia il substrato. Abbiamo bisogno di altre cose oltre la carne e le medicine per sopravvivere a tutto ciò.

REGISTRAZIONE 0-ABISSO-52

Ti ho sentita, mio amore. Ero alla sesta, oscillando sull'asse degli eventi, coordinato con una multiforma conosciuta. Ti ho sentito. Mi stavi parlando... non a me, ma a un'altra me, un'altra Maya Sundaresh.

Mi hai detto: amore mio, sono accadute così tante cose ed è passato così tanto tempo. Siamo diventate così distanti. Senti mai il desiderio di tornare a casa?

E dissi, non io, ma l'altra me, dissi: "Amore mio, io sono sempre a casa."

Mi ritiro, amore mio. Ho finito di fare questo lavoro e sono stanca di starti lontana. Ci vedremo presto. Non posso portare questo diario con me, così l'ho lasciato per gli altri a venire, e gli ho chiesto di continuare a registrare.

Forse diverrà una tradizione. Il vangelo del nostro piccolo culto.