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I libri del dolore - Nemici Grimorio

I: Predatori

I: Predatori 5

Verso 1:1 - Predatori

Predatori e minacce -
Scolpito per resistere da Xi Ro -
Terza sorella superstite dell’ultima covata del Re di Osmio -

Una TEMPESTA DI GIOA. Una tempesta di gioia è una nuvola vivente. Quando passa sopra il nostro continente fa calare i suoi tentacoli nutritivi. Ogni tentacolo è munito di ILLUSIONI STELLARI e, sebbene la loro luce ti renderà felice, devi starne alla larga poiché ti divoreranno.

Una tempesta di gioia è un buon modo di morire per una persona vecchia. Inoltre, i cavalieri più audaci possono elidere le illusioni stellari dai tentacoli. Io ne ho sei!

CADUTE. Se cadrai dal bordo del continente troverai la morte nell'oceano! Questo pericolo è particolarmente accentuato nei momenti in cui nostro padre, il Re di Osmio, accende i motori.

BEVITORI D'ELIO. Le correnti dell'Oceano del Fondamento ci trasportano verso altri continenti. È così che la Corte di Elio si è avvicinata a noi. Fanno parte della nostra stessa specie, ma sono nemici. Ogni giorno i loro cavalieri ci attaccano. I bevitori d'elio hanno due gambe, due braccia e tre occhi, proprio come noi. Ma sono lucenti/malvagi. Voglio diventare un cavaliere e voglio combatterli!

Gli ambasciatori dei bevitori d'elio hanno divorato dieci delle mie sorelle come tributo. È un avvenimento normale, ma non mi piace.

MADRI. Le madri possono volare e vivono molto più di dieci anni. Le madri sono estremamente intelligenti e proteggono la loro progenie. Se tu provassi a toccare le loro uova ti mangerebbero. Sathona vuole mangiare la gelatina e diventare madre quando compirà quattro anni.

TEMPESTE. La pioggia è spesso velenosa. A volte è in grado di dissolvere la carne. Quando un fulmine non colpisce l'aggregatore, può incenerire una persona.

L'intero mondo è una trappola mortale per noi.

MISTERI. Il Fondamento è immenso e noi siamo le creature più piccole contenute al suo interno. Se non riconosci qualcosa, probabilmente ti ucciderà. La maestra Taox dice sempre che questo è il motivo per cui le nostre vite sono così brevi: per poterci riprodurre e adattare in fretta.

ONDE LUNARI. La mia sorella Aurash ha paura della onde lunari. Al suo ritorno dalla spedizione verso i Monoliti di Tungsteno le chiederò il motivo.

II: Il verso dell'odio

II: Il verso dell'odio 5

Verso 1:2 - Il verso dell'odio

Per la considerazione della Corte di Elio,
Scritto nella disperazione,
Nel sigillo del segreto,

Io sono Taox, madre sterile, maestra dei figli del Trono di Osmio.

Poiché sono madre, la mia vita è lunga. La mia sterilità mi pone al di sopra delle piccole battaglie politiche della corte.

Solo io sono in grado di vedere gli schemi della sopravvivenza. Solo io ho progettato i grandiosi motori che muovono la Corte di Osmio. Ora...

Solo io posso agire per salvare il mio regno.

Il signore mio, Re di Osmio, è stato reclamato dalla senilità: ha compiuto dieci anni ed è folle. È consumato dallo studio dei testi antichi. Un giorno farnetica a proposito di lune sopra la tempesta, un altro vaga per le sale mentre parla al suo famiglio, un verme bianco e morto, proveniente dalle profondità marine. Lo tiene rinchiuso in un vetro, si prende cura di esso, e non si occupa dei doveri che spettano a un re.

Il Re di Osmio ha tre eredi rimasti, ciascuno di due anni:

Xi Ro, la più giovane e più coraggiosa, che vorrebbe diventare un cavaliere.

Sathona, la più intelligente, che vorrebbe diventare una madre.

Aurash, figlia navigatrice, che sogna l'oceano infinito. Domani farà ritorno dai Monoliti di Tungsteno.

Nessuna di loro sarà una degna erede. Nessuna di loro saprà proteggere la Corte di Osmio dalla furia del Fondamento. Xi Ro sa combattere, ma non comandare. Sathona sa pensare, ma non combattere. La curiosità di Aurash la porterà lontana dai suoi doveri. Temo per il futuro di tutti i figli.

Presto il Re di Osmio si rinchiuderà nel planetario reale per studiare le lune. Radunate i vostri cavalieri, o bevitori d'elio, e invadete il nostro continente. Uccidete le tre eredi. Io sarò la vostra reggente della Corte di Osmio e costruirò motori per voi.

Se fallissi, fate che io sia divorata dal leviatano delle profondità.

Scritta nell'afflizione,
Questa richiesta di odio,
Taox, madre di Osmio, sterilizzata per custodire.

III: Il giuramento

III: Il giuramento 5

Verso 1:3 - Il giuramento

Sorelle! Vi mostrerò come si presta un giuramento. Appoggiate la mano sinistra sull'albero maestro, in parte alla mia.

Impugnate il coltello con la mano destra e infilzatelo nella mano sinistra, tra le ossa. Ora! Intagliate una linea di sangue sull'albero.

E pronunciate il giuramento.

"Io sono Xi Ro, figlia minore del re morto. Riprenderò la Corte di Osmio e ucciderò la traditrice Taox. Sul mio occhio sinistro, giuro vendetta."

Il giuramento è suggellato nel sangue.

"Io sono Sathona, figlia di mezzo del re morto. Riprenderò la mia patria, mangerò la gelatina delle madri e farò nascere la mia progenie sul cadavere del Re di Elio. Giuro questo sul mio occhio destro."

Il giuramento è suggellato nel sangue.

Ora...

"Sorella, ti aiuterò a compiere il giuramento."

"Anch'io ti aiuterò."

Io sono Aurash, prima figlia del re morto. Seguirò le ultime grida d'ammonimento di mio padre. Scoprirò che cosa ha modificato l'orbita delle lune. Se la fine del mondo è prossima, io ne scoprirò il motivo.

Sul mio occhio mediano, giuro che lo scoprirò.

"Il giuramento è suggellato nel sangue."

"Nel sangue."

Grazie sorelle. Ci rimane solo la mia nave, ma una nave è libertà! Abbiamo segreti da trovare, regni illuminati dalle tempeste da esplorare e grandiosi armate da radunare.

Issate le vele fulminanti poiché viaggeremo molto lontano.

IV: Sizigia

IV: Sizigia 5

Verso 1:4 - Sizigia

La sizigia -
Scolpito per resistere da Aurash -
La vendetta sublime -

Siamo salve soltanto grazie alle illusioni stellari di Xi Ro. Raggiungiamo la costa soltanto grazie ai trucchi di Sathona. Ora che abbiamo la mia nave, devo fare strada io, poiché sono io la navigatrice.

Forse non vedremo mai più le nostre dimore. Xi Ro trabocca di odio e furia nei confronti di Taox.

Ma questo è il mio timore più grande...

La nostra civiltà si lascia trasportare dal Fondamento. Ai Monoliti di Tungsteno ho imparato che altre migliaia di specie coesistono assieme a noi, alla deriva di questo vasto mondo oceanico, tutti mossi dalle maree del Fondamento.

La Timida Verità dice che siamo gli essere viventi più piccoli e fragili, le prede naturali dell'universo. Taox vorrebbe farci credere che i nostri antenati giunsero al Fondamento per sfuggire dal famelico vuoto.

Mio padre è morto nel timore. Non per mano della vile Taox o dei bevitori d'elio, ma dentro al suo planetario. Mi ha urlato:

"Aurash, prima figlia! Le lune sono cambiate! Le leggi trasgredite!"

Mi mostrava il segno della sizigia.

Immagina le cinquantadue lune del Fondamento, tutte allineate nel cielo. (Ovviamente non sarebbero necessarie tutte e cinquantadue: ne basterebbero un paio di quelle più grosse. Ma questo è il mio timore più grande.) Immagina la gravità mentre solleva l'acqua del Fondamento, portandola a gonfiarsi...

Immagina tutta quell'acqua che crolla in seguito al passaggio della sizigia: un'onda così grande da poter inghiottire popoli interi. Un'onda-divina.

Devo trovare il modo di fermarla, prima che l'onda-divina annienti la mia specie. Se solo potessi ritornare nel planetario di mio padre, potrei scoprire esattamente quando avverrà!

Continenti interi e settimane di viaggio ci separano da casa.

Quando sono paralizzata dalla paura, Xi Ro si siede in cabina con me e mi consola con dolci e coraggiose parole. Ogni giorno ci affidiamo sempre di più all'intelligenza di Sathona. Si allontana da sola (insiste sempre di dover essere sola) per poi far ritorno con qualche pazza idea: virate verso la tempesta, gettate le reti, mangiate questa strana bestia, esplorate quel minaccioso relitto.

In qualche modo sembra che Sathona sia in grado di creare la buona fortuna soltanto con la sua volontà.

V: Lancia e verme

V: Lancia e verme 5

Verso 1:5 - Lancia e verme

I miei segreti -
Inciso nel mio codice da Sathona -
La vendetta dell'occhio destro -

1. Quest'anno di viaggi folli, le notti illuminate dai fulmini e i giorni dorati, le incursioni tra antichi relitti e le fughe scompigliate dai mostri: è stato l'anno più felice della mia vita.

2. Non voglio diventare madre perché voglio una progenie, ma per avere una vita lunga, per avere abbastanza tempo per fare una differenza. Viaggiamo in mare da un anno e ho paura, paura di perdere la vita qui fuori.

3. So dove si celano i segreti. So dove riposano esseri immensi e lenti con antiche memorie.

4. La lancia...

La lancia -
Scolpito nel mio codice da Sathona -
Una bugiarda -

1. Abbiamo recuperato la lancia dal maelstrom Shvubi. Sapevo che l'avremmo trovata lì.

2. La lancia è una nave grigia, lunga e snella come la speranza, solida come il tempo, e antica, più antica della morte. È finita nel maelstrom prima che i nostri antenati si schiantassero sul Fondamento. Non è una nave d'acqua, come quella di Aurash. È un manufatto di alta tecnologia.

3. Conosco il suo scopo. Conosco la fine che ha fatto il suo equipaggio.

4. Xi Ro vuole vendere la nave all'atollo di Kaharn, luogo d'incontro di tutte le specie. All'asta potrebbe fruttarci abbastanza ricchezze da assoldare mercenari per riprenderci la Corte di Osmio e ricacciare nell'oceano quei divora-bambini dei bevitori d'elio...

5. Ma ho detto a Xi Ro che la nave era priva di valore.

6. Aurash vuole aprire la nave per tentare di prenderne il controllo. So che è la cosa giusta da fare. Lo so perché l'ho chiesto al verme...

Il verme -
Scolpito nel codice da Sathona
Che dovrebbe aver paura -

1. Era il famiglio di nostro padre. L'ho strappato dalle sue mani mentre fuggivamo. È un esserino bianco e morto, segmentato, proveniente dalle profondità oceaniche.

2. È morto, ma mi parla comunque. Mi dice: "ascolta attentamente, o mia vendetta..."

VI: Sorelle

VI: Sorelle 5

Verso 1:6 - Sorelle

Un registro di ricordi e gesti scambiati prima della fine della sorellanza.

"Xi Ro, mia coraggiosa sorella, ti sei sforzata così tanto per rimuovere le carcasse dalla camera di gestazione! Vieni, guida la nave per un po'. Goditi la potenza della lancia."

Xi Ro provò a protestare, ma in segreto era lieta di ricevere le cure di Aurash. Manovrò la lancia in cerchi acuti, giù nel profondo mare: e la loro scia si levò in superficie come l'ultimo respiro di un traditore.

"Aurash, navigatrice solitaria, abbiamo viaggiato da sole per così tanto tempo. So che ami ascoltare e parlare nuove lingue. Vieni, siediti nella camera del giardino della carne. Voglio leggerti queste storie che ho acquistato a Kaharn."

Aurash si sedette tra le ventole di carne mummificata, chiudendo due occhi e ascoltando in silenzio le storie di Sathona, affamata di conoscenza, bramosa di scoprire tutto prima che la sua vita decennale terminasse.

Più tardi Xi Ro disse: "Sathona, o nostra mente acuta, ti vedo abbandonata nei pensieri. Vieni a giocare a spade e lanterne con me!"

Ma Sathona era afflitta dalla sofferenza e non poteva rincorrere Xi Ro per i corridoi lucenti della lancia facendo finta di divertirsi.

"Sathona, sorella malinconica, cosa ti disturba?"

Le due ascoltarono le parole di Sathona: "Mie sorelle del giuramento, abbiamo cinque anni. Per due anni abbiamo cercato di riparare questa antica nave, tentando di capirne i sistemi. Sono quasi troppo vecchia per la gelatina delle madri, e i cavalieri che hanno ucciso nostro padre sono in procinto di morire di vecchiaia.

Periremo qui, in esilio, e Taox vivrà più a lungo di noi. Aurash, coi tuoi occhi brillanti, tu morirai prima di avere qualunque prova della tua onda-divina, o di poter capire come fermarla."

Aurash e Xi Ro si guardarono l'un l'altra. "Vorrei che tu non fossi così onesta" disse Xi Ro. Aurash pensò che Sathona non si era mai sbagliata.

In fondo alla sua anima, Aurash sapeva che l'unica speranza rimasta di portare a termine il giuramento era trovare un grandioso, potente segreto. Un segreto che avrebbe potuto cambiare tutto. Questa era l'anima di Aurash, il suo fuoco e la sua ombra: il suo ardore capace di squarciare il fianco del mondo per raggiungerne il cuore pulsante.

"Dobbiamo immergerci" disse Aurash. "È questo lo scopo della nave: immergersi nel Fondamento, nel mondo sottostante... verso il nucleo."

"È così che l'antico equipaggio della nave è morto, in questa maniera ripugnante" protestò Xi Ro. "È così che è nata l'atrocità nella camera di gestazione..."

"Dobbiamo immergerci" disse Sathona, seguendo i sussurri del suo famiglio. "Nel mondo sotto di noi, nelle profondità metalliche, spero di trovare ciò di cui abbiamo più bisogno..."

Più tempo. Più vita.

VII: L'immersione

VII: L'immersione 5

Verso 1:7 - L'immersione

Per la vita, Sathona s'immerse. Per la vendetta, Xi Ro s'immerse. E Aurash s'immerse per la conoscenza.

La lancia trafisse la pelle del mondo e scavò nelle profondità, attraversando strati di schiuma, metallo e gelida fanghiglia elementale. Aurash divorò le mappe del Fondamento presenti sulla nave, dagli alti ponti delle nuvole angeliche, giù e giù attraverso profonde tempeste e oceani e placche di mondi galleggianti, fino al nucleo comprimente.

Incontrarono mostri di portata continentale, immense anemoni che usarono tentacoli luminosi per adescarle come prede. Xi Ro trafisse i loro corpi con la lancia e sanguinarono gelatina nera come la pece e schiuma.

Sotto una placca di metallo giunsero in un luogo calmo.

"Utilizzerò i sensori" sussurrò Aurash. "Ascoltate..."

Nella oscura luce dorata del timone ascoltarono la nave, e la nave ascoltò il pesante moto del Fondamento.

Udirono la collisione dei continenti. Udirono il picchiettio e il fragore della pioggia all'elio-neon. Udirono i tormenti dei mostri. E udirono il distante lamento dell'oceano che si sollevava, richiamato da lune remote.

"La sizigia è vera..." sibilò Sathona. "È già cominciata."

Dietro di loro, Xi Ro pensò alla camera di gestazione, dove antichi esploratori avevano effettuato operazioni e amministrazioni nella speranza di poter aprire la crisalide e l'amnio di ciò che avevano creato nel profondo, la cui nascita portò alla loro stessa fine.

"C'è qualcosa quaggiù" sussurrò. "Qualcosa di segreto."

E così il leviatano si mostrò, la cui fronte era grossa quanto i continenti della loro gioventù, la cui grandiosa schiera di pinne folgorava con fulmini di vita. Rimbombando nella chiglia della lancia con una voce a microonde:

++TORNATE INDIETRO—
—SALVATEVI DAL PROFONDO++
++SALVATE IL MONDO DA VOI STESSE—
—TORNATE INDIETRO++

VIII: Il leviatano

VIII: Il leviatano 5

Verso 1:8 - Il leviatano

L'avvertimento del leviatano

++Viviamo sul culmine di una guerra—
—una guerra tra forma e materia++
++tra il Profondo e il Cielo—

++I MIEI OCCHI SONO AMPI, IL MIO SGUARDO È VASTO—

—Per tutto l'universo, ovunque volgo il mio sguardo++
++il Cielo si adopera per attizzare i fuochi—
—mentre il Profondo annega le ceneri++

—il Cielo erige luoghi delicati, sicuri per la vita++
++o benamato Fondamento, rifugio per trilioni—
—il Cielo tiene molto a questo luogo copioso++

—MA IL PROFONDO È QUI CON NOI—

++La fredda logica mette alla prova le nostre mura—
—il Profondo reclama il proprio dominio++
++una spietata ultima era—

La protesta di Aurash

Antico leviatano, mitica creatura, questo mondo non è un rifugio. Viviamo vite ardue e brevi, moriamo nell'oscurità. La tempesta che incombe su di noi non cesserà mai di infuriare, e presto l'onda-divina ci porterà via con sé. Sopra di noi ci sono solo tempeste di gioia, mostri e lune dell'apocalisse. Lasciaci immergere, sempre più giù, dove potremo scoprire la verità, un potere che porterà vendetta ai traditori, la speranza di sopravvivere.

La speranza del leviatano

—Quale potere vi attira++
++giù nel profondo?—

++Quale istinto vi porta—
—lontani dalla speranza del cielo?++

—O popolo di krill dalla celere riproduzione++
++per eoni ho seguito i vostri sforzi—
—aggrappati al tagliente orlo della sopravvivenza++
++in bilico tra il Profondo e il Cielo—

++Eravate i miei prediletti—
—la mia prova contro la disperazione++

—POICHÉ QUESTO È IL PRINCIPIO DEL PROFONDO—

++L'esistenza è lo sforzo di sopravvivere—
—quando lo sforzo sembra invano++
++quando il luogo sicuro crolla—
—tutto si volge al Profondo per la sopravvivenza++

++IO RIFIUTO IL PRINCIPIO DEL PROFONDO++

—Tornerete indietro, dolci krill pieni di speranza++
++voi sceglierete il Cielo—

La protesta di Xi Ro

Tu sei antico e immenso! Le nostre vite sono corte e disperate. Se questo è il modo in cui dovrebbe funzionare il mondo, non lo accetterò! Se è stabilito che le persone come Taox dovrebbero vincere, non lascerò che accada! Colpirò il mondo finché non cambierà! Ucciderò chiunque provi a fermarmi!

La nenia del leviatano

++Questa logica fatale++
—udite il mio grido monopolare!—
++voi sarete consumati++

—Dinnanzi a voi giace—
++l'adorazione della morte++
—la via della rovina—

++Il Cielo crea nuova vita++
—di fronte all'insorgenza della rovina—
++verso un mondo più delicato++

—Il Profondo abbraccia la morte—
++dichiarando: è inevitabile e giusta++
—l'esistenza è vorace rovina—

++ALLONTANATEVI DALLA VIA DELLA MORTE DEI MONDI++
++LA VOSTRA VITA SARÀ MORTE E DEVASTAZIONE++
—La via del Cielo è più ardua, ma è clemente—
—La mia carica è bilanciata: la mia voce esausta—

La protesta di Sathona

Sorelle, ho con me il famiglio di nostro padre. Guardate! Mi risponde con parole semplici; mi ha aiutata a trovare questa nave; mi dona la forza quando viene a mancare la speranza.

A chi darete retta? Alla voce che vuole farci vivere e soffrire nello stesso modo in cui abbiamo vissuto e sofferto? Al leviatano che non offre alcuna speranza contro Taox e l'onda-divina?

O al semplice, onesto verme?

Seguiamo i suoi sussurri, Aurash. Scendiamo ancora più a fondo, Xi Ro!

Immergiamoci, o mie sorelle.

IX: Il patto

IX: Il patto 5

Verso 1:9 - Il patto

Tu sei Aurash, erede al Trono di Osmio.

Ti trovi sulla nuda chiglia di un'antica nave, esposta all'opprimente pressione e al feroce calore del profondo Fondamento. Avrebbero dovuto annientarti, ma la mia volontà ti tiene in vita.

Io sono Yul, il verme onesto.

Ecco il mio passaggio. Ecco la mia immensa dislocazione, la mia poderosa forza, la mia grandiosa e sinuosa lunghezza, le mie mandibole ripiegate e le mie ali arricciate. Ecco gli sciami infetti in simbiosi con la mia carne. Sono fecondo, Aurash. Sono l'inizio e il termine della vita.

Ecco Eir, e Xol, e Ur, e Akka. Il verme virtuoso. Osservaci e comprendi la nostra forma divina.

Per milioni di anni siamo rimasti [intrappolati | incubati] nel Profondo. Ci siamo rivolti alle stelle per portare vita al Fondamento, per combattere l'estinzione. Sono millenni che vi aspettiamo... nostre benamate portatrici.

Il crudele leviatano e tutte le forze del Cielo si opporranno a voi. Tenteranno di schiacciarvi e ricacciarvi nel buio. Temendo il vostro potenziale, useranno le loro lune per annegarvi.

Vogliamo aiutarvi, nostri principi. Offriamo a tutte voi un patto... una simbiosi.

Accogliete nei vostri corpi i nostri figli, le nostre larve neonate; esse vi doneranno la vita eterna, vi offriranno il controllo della vostra fragile carne: il potere della volontà su di essa. E se doveste incontrare un'imperfezione nel mondo, un'ingiustizia o un'inconvenienza, voi sarete in grado di rettificarla. Nessuna legge potrà fermarvi.

Chiediamo solo una cosa in cambio, nostri principi.

Dovrete per sempre obbedire alla vostra indole. Nella tua immortalità, Aurash, non potrai mai smettere di esplorare e ricercare per il bene dei tuoi figli. Nela tua immortalità, Xi Ro, non potrai mai rinunciare a mettere alla prova la tua forza. Nella tua immortalità, Sathona, non potrai mai abbandonare l'astuzia.

Se cederete, il verme vi consumerà. Col crescere del vostro potere, nostri principi, crescerà anche l'appetito dei vermi.

Ma offriamo l'eternità, Aurash, le infinite possibilità dell'universo. Negheresti l'infinito al tuo popolo?

Prendimi. Che la mia carne sia il tuo sacramento.

X: Immortali

X: Immortali 5

Verso 2:0 - Immortali

Noi siamo il verme, il tuo dio, la carne della speranza. L'accordo è suggellato: ora sei Aurash Eternale e noi siamo legati a te, stretti come l'appetito, come l'amore o il bisogno, come l'arma nelle mani e la parola nella gola.

Noi ci siamo stancati di questo lugubre posto, e tu?

Stiamo colmando la vostra nave di larve. Torna dalla tua specie e diffondi la buona novella tra la Corte di Osmio e la Fontana d'Idrogeno, nella piazza delle ossa e tra le sale stellari. Insorgerai sul mondo.

Punirai chiunque rifiuti la simbiosi con i nostri figli: una somma onda sta giungendo per portarli via tutti. Morirebbero comunque; salva solo lo stretto indispensabile.

Il verme ti dona il controllo della tua stessa carne, Aurash. Quando prenderai la forma sovrana, quale sarà il tuo nome adulto?

Auryx. Significa "vasto pensiero". Approviamo.

XI: Conquistatori

XI: Conquistatori 5

Verso 2:1 - Conquistatori

Savathûn, forma materna di Sathona, l'acume della tua mente ci delizia.

Per milioni di anni siamo rimasti intrappolati dal leviatano, una pedina nelle mani del Cielo, una filosofia di schiavitù cosmica. Il Cielo semina civiltà in base a una terribile bugia, sostenendo che le giuste azioni possano prevenire la sofferenza, che sacche di regole artificiali siano in grado di opporsi alla magnifica logica finale.

Sarebbe come tentar di ardere l'acqua, un gesto antitetico all'ordine naturale della realtà, dove la privazione e la competizione sono universali. Nel Profondo non esistono schiavi; la nostra passione è la liberazione. Esistiamo per aiutare l'universo a raggiungere la gloria, terminale e auto-rinforzante.

La guerra continua. Presto consumerà il Fondamento.

Siamo molto lieti di come le larve facciano nascere innumerevoli guerrieri e potenti cavalieri. La ritirata di Taox alle Fontane d'Idrogeno dimostra la superiorità della tua forza. Ma sappi che riconquistare la tua patria non sarà abbastanza.

Esistono cinquecentoundici specie sul Fondamento; una di loro deve possedere tecnologia in grado di aiutarci a lasciare questo mondo.

XII: Fuori dal Profondo

XII: Fuori dal Profondo 5

Verso 2:2 - Fuori dal Profondo

Xivu Arath, forma cavalleresca di Xi Ro, ti piacciono le conquiste, non è così? Ci delizia sempre vederti all'opera. Circa il due percento della superficie del Fondamento è di nostro dominio. La tua specie ha abbracciato il verme.

La sizigia è passata. L'onda-divina vi raggiungerà in meno di due anni.

I nostri organi c'informano che Taox e i rimanenti Rifiutazionisti si sono rifugiati sull'atollo di Kaharn, nella speranza di riunire le specie del Fondamento in una rivolta. Gli agenti del leviatano continuano a distruggere navi e motori per tenerci intrappolati in questo mondo.

Se non ce le lasciano costruire, faremo di noi stessi le navi.

Travolgi il bastione di Kaharn. Massacrali tutti. Con le tue azioni otterremo la logica necessaria per aprire un varco verso lo spazio e migrare in orbita.

La realtà è una carne prelibata, o nostro generale. Facciamone un bel banchetto.

XIII: Verso il Cielo

XIII: Verso il Cielo 5

Verso 2:3 - Verso il Cielo

Molto bene, Auryx. Riesci a sentire il tuo verme che cresce? La tua volontà che preme per superare le leggi universali?

A volte percepiamo una tristezza in te. Devi capire, o nostro vasto pensiero, che il compito da te intrapreso è sacro e maestoso. L'esistenza è lo sforzo della sopravvivenza. Riusciremo a completare l'universo soltanto seguendo le regole di questo gioco fino alla vittoria, ultima e incondizionata. La tua guerra è divina.

Siamo liberi dal nucleo del Fondamento e i velieri di Savathûn sono pronti al lancio. Con la vittoria di Xivu Arath abbiamo aperto uno squarcio a Kaharn... Uno squarcio che ci porterà all'orbita geostazionaria. Ecco: siamo fedeli alla nostra congrega.

Il Fondamento non ha alcun futuro in serbo per noi, ma le sue lune forniranno habitat ideali. Insorgiamo.

XIV: 52 e uno

XIV: 52 e uno 5

Verso 2:4 - 52 e uno

Buone notizie. Le cinquantadue lune del Fondamento ospitano la civiltà spazio-itinerante più sofisticata mai incontrata finora. La nave di Taox è fuggita verso la grande luna glaciale dove una specie osseo-cefalopode con sei braccia ha stabilito la propria capitale. Savathûn li chiama ammoniti. Sembra che siano disposti a offrire asilo a Taox. Idioti.

Dato che sono già felici e indottrinati, facendo appello ai loro sogni e alle loro speranze abbiamo solo riscontrato insuccessi. Questo fatto ci ha fatti arrabbiare e abbiamo escogitato un piano.

I nostri organi rilevano una cinquantatreesima luna nell'orbita del Fondamento. Un Viaggiatore. Una presenza divina del Cielo. Ora sappiamo la vera causa della sizigia.

Dovrete ucciderli tutti e prendere tutto. Una volta che gli ammoniti saranno sistemati, ci occuperemo del Viaggiatore.

Non esitate. State lottando contro le ipocrite marionette di un parassita cosmico. Vendicate i nostri antenati.

XV: Prede destinate

XV: Prede destinate 5

Verso 2:5 - Prede destinate

È inaccettabile.

Siete veramente così deboli? Come prede destinate a morire per mano di predatori?

Il fallimento della risoluzione di Auryx ha portato la catastrofe. Le flotte degli ammoniti guidate dal croma-ammiraglio Rafriit ci hanno respinto fino alla sesta luna. Ancora una volta siamo costretti a scavare fino al nucleo di un pianeta per trovare la sopravvivenza.

Savathûn: devi fare uscire Auryx dalla sua catatonia. Mostragli come la pace e stabilità a cui si è appigliato siano dei cancri: brutali, ingiusti ostacoli tra noi e il cosmo ideale. Sono le illusioni stellari che il Cielo usa per accecare i suoi schiavi.

La guerra è la rettifica naturale dell'ineguaglianza, la via dell'universo per raggiungere l'equilibrio.

Xivu Arath, non riuscirai a sconfiggere gli ammoniti e Taox nella lotta armata. Proponiamo di usare nuove tattiche. Rigenera le vostre armate e trova un modo di spargere le covate per tutte le lune.

Se non siamo in grado di sconfiggere le loro forze, infetteremo le loro debolezze.

XVI: La logica della spada

XVI: La logica della spada 5

Verso 2:6 - La logica della spada

FINALMENTE!

Sapevamo che la tua curiosità ti avrebbe riportato qui, Auryx. Nella disperazione, gli ammoniti hanno iniziato a usare armi paracausali.

Cosa sono? Come funzionano? Ti piacerebbe saperlo. Basti dire che alcune forze dell'universo sono superiori alle mere fisiche materiali.

La fonte di queste armi è il Viaggiatore, l'illusione stellare del Cielo. Il loro effetto è impercettibile, ma devastante.

ma tu hai le armi adatte per rispondere al fuoco. Le madri di Savathûn hanno ascoltato attentamente i nostri insegnamenti. Non ti daremo il Profondo, Re Auryx, quel potere è nostro, degli dèi, ma ti insegneremo a evocare quel potere con segni e rituali.

Una mente piccola la chiamerebbe "magia".

Non sei più limitato da confini causali. La tua volontà può sconfiggere leggi universali. Uccidi cento dei tuoi figli con una lunga lama, Auryx, e potrai osservare il cambiamento in essa. Osserva come l'universo fugge da te nel terrore.

La tua esistenza incomincia a prendere forma.

Ovviamente, sommo Auryx, sappiamo che non è stata solo la curiosità a riportarti in guerra. Hai percepito la tua stessa fine crescere dentro di te.

Devi obbedire alla tua indole. Il tuo verme deve mangiare...

XVII: Il verso della debolezza

XVII: Il verso della debolezza 5

Verso 2:7 - Il verso della debolezza

Sei morto, giovane Auryx. Tradito e ucciso dalla tua stessa sorella per aver commesso il crimine della pietà.

Ti ricordi ciò che hai detto al congresso satellitare degli ammoniti? "Parlamenteremo in territorio neutrale?" Le megere di Savathûn l'hanno neutralizzato. Mai più un essere vivente potrà reclamare quel territorio. Lo spazio attorno a quella luna ora puzza di marcio.

È cosa buona. È cosa giusta. È così che imparerai. Non capisci, grande Re? Non vuoi far nascere qualcosa di reale, qualcosa di eterno?

L'universo è in rotta verso una gelida entropia. La vita è un motore che brucia energia e produce rovina, imponendo stupide, egoistiche regole, tra cui la moralità e la santità della vita stessa.

Queste regole ci impediscono di portare avanti il lavoro che siamo destinati a svolgere: far sorgere un creato perfetto, intramontabile, una civiltà imperitura. Qualcosa che non abbia una fine.

Se una civiltà non è in grado di difendersi va annientata. Se un Re non è in grado di mantenere il potere va tradito. Il valore delle cose può solo essere determinato da un singolo magnifico giudizio: l'abilità d'esistere, di continuare a esistere, di riplasmare l'esistenza per adeguarsi alle circostanze.

Tutto ciò che si opporrebbe al giudizio sarebbe considerato sacrilego e falso. Tutta la miseria e il terrore dei tuoi antenati proviene dal Cielo, dalle menzogne che negano questa verità.

I tuoi antenati dovettero sopravvivere alle condizioni più ostili e ora tu sarai colui che porterà quelle condizioni, perfino a tua sorella. Perfino alla tua prole. Il tradimento di Savathûn rappresenta il più grande regalo che avrebbe mai potuto offrirti.

Il tuo corpo è sparito, ma tu sei rimasto, salvo, al sicuro in quella ciste di universo che hai creato grazie alla tua forza... il tuo mondo del trono.

Da questo giorno, Auryx, tu e le tue sorelle sopravvivrete alla morte finché non sarete uccisi sul vostro trono.

Le tue sorelle colpiscono gli ammoniti e l'onda-divina sta devastando il Fondamento. Sarà la fine per trilioni di vite, ma i superstiti non se ne dimenticheranno mai... e i loro discendenti saranno pronti per un'altra sizigia.

Quando farai ritorno all'universo materiale, sfrutta questa lezione per portare a termine il tuo compito.

Taox non era sull'arida luna. Si sta facendo beffa di te.

XVIII: L'ascesa del leviatano

XVIII: L'ascesa del leviatano 5

Verso 2:8 - L'ascesa del leviatano

Il leviatano è uscito allo scoperto.

L'antico sacerdote è all'aperto, in rotta verso la base lunare degli ammoniti, assieme al croma-ammiraglio Rafriit e alla sua guardia d'élite. Rafriit è un eroe tra gli ammoniti della sua generazione e possiede ineguagliabili doti guerresche. La sua forza è anni luce avanti a Xivu Arath... ma ora è costretto a proteggere il suo sacro leviatano.

Concediamo un messaggio al vecchio:

++Rovina, dolore e rovina—
—Il krill perduto, gli ammoniti devastati++
++L'operato del Viaggiatore reso invano—

—Sorelle di Aurash, aprite gli occhi++
++Chi vi ha reso dei mostri? Chi ha richiamato l'onda?—
—Facciamo pace. Unitevi a me in uno splendente rinnovo++

In replica ti chiediamo, Auryx: che cosa ha fatto il leviatano per il tuo popolo? Chi ti ha concesso l'immortalità e ti ha liberato dalla tua prigione? Chi risponde con sincerità alle tue domande sull'universo, invece di replicare con sermoni?

Concedi una tregua a Savathûn. Schiaccia il croma-ammiraglio, fai ribollire i mari degli ammoniti, e porta il leviatano al macello con i tuoi incantesimi.

Appena aprirai la via, ti mostrerò come divorare il Viaggiatore.

XIX: Crociati

XIX: Crociati 5

Verso 2:9 - Crociati

È fatta. Eir e Yul si stanno cibando della carcassa del leviatano. Xivu Arath ha creato un tempio col cadavere impalato del croma-ammiraglio. Sotto di noi, il veleno di Savathûn sta tingendo di nero il mare degli ammoniti. Le loro urla insaporiscono il vuoto.

Il Viaggiatore è fuggito.

Capisci Auryx? Ti eccita questo segreto, Savathûn? Stai apprezzando la punta di questa verità, Xivu Arath? Riuscite a vederne la magnifica forma?

Gli ammoniti occupavano un brandello di realtà. Avevano affittato con un contratto fraudolento la loro esistenza, mangiando fino a diventare grassi e beati, rinchiudendosi dietro delicate bugie e libri apocrifi proclamando: "Noi siamo la pace e il bene, non facciamo del male a nessuno."

La loro età dell'oro è stata un cancro.

Nulla hanno compiuto per avanzare la causa della vita! Hanno bruciato tempo, materia, conoscenze sulla solipsistica, onanistica ricerca della sicurezza, isolandosi dalla morte, creandosi un regressivo frammento di inutile stabilità, quando avrebbero potuto aiutare a condurre l'universo verso la sua vera forma ultima!

Il tuo popolo, con la loro sofferenza nel Profondo, è più degno d'esistere degli ammoniti. L'hai appena dimostrato.

Guarda su nel cielo e ammira il grande divario, le linee di battaglia inflitte dalla guerra cosmica. Noi siamo il verme, il tuo dio, ma non siamo il Profondo, ci muoviamo solo al suo interno, e presto lo farai anche tu. Dovrai venerarlo, studiarlo e tormentarlo nel suo passaggio.

Eleverai i tuoi pensieri ai millenni, Auryx? Piegherai la tua volontà per liberare l'universo e ti unirai alla nostra guerra contro il Cielo?

Abbiamo bisogno di campioni. Crociati. Aiutaci a salvare l'universo. Aiutaci a sterminare ciò che distrugge ogni speranza. Il giuramento della congrega del verme ti lega a questo compito.

E hai giurato di uccidere Taox. Ovunque si sia nascosta.

XX: L'alveare

XX: L'alveare 5

Verso 3:0 - L'alveare

Narriamo ora della terribile bellezza che ci ha reso ciò che siamo.

In principio cavalcammo cave lune per viaggiare di stella in stella. AURYX disse: "Siate numerosi e fertili come semi nella ricca carne" e così ci moltiplicammo. XIVU ARATH disse: "Siate affamati e ribelli come tumori nella ricca carne" e così fummo cancerogeni. SAVATHÛN disse: "Bevete il veleno del verme, cosicché possiate cibarvi della morte" e così ci cibammo. Così ci preparammo alla nostra crociata.

Aiat! Stavamo diventando ciò che siamo.

Una maliarda madre viene fertilizzata da un compagno, o da se stessa. Dalla maliarda si genera la progenie, dalla progenie gli schiavi, dai sopravvissuti i nostri accoliti, i quali lottano. Se lottano bene il loro verme è nutrito, dai vermi ben nutriti si generano i cavalieri e le maliarde e i principi.

Questo è ciò che siamo, e il nostro scopo è la liberazione, il nostro grande compito è l'adorazione della libertà, la nostra immensa fame ci spinge a divorare ciò che non è libero e a liberarlo tramite il divoramento. Aiat. Questo è ciò che siamo, l'alveare.

XXI: Un'incisione

XXI: Un'incisione 5

Verso 3:1 - Un'incisione

Disse AURYX: "Sorelle, i nostri figli sono sparsi per molte lune e noi viviamo nel gelido spazio che separa i soli. Cosa mangeremo? Come parleremo?

Disse SAVATHÛN: "Auryx, mio fratello e Re, ho studiato gli squarci inflitti dal verme, nostro dio. Inoltre, ho studiato la tua morte e il tuo ritorno. Le due cose sono uguali, poiché sono basate sulla morte e il passaggio tra gli spazi tagliati. Alleneremo la logica della spada finché non sarà affilata come la lama. A quel punto potremo aprire i nostri squarci e passarci attraverso.

Ma disse XIVU ARATH: "Sorella, la mia spada è già affilata, guarda, sono in grado di affondare la lama in un altro spazio." E tagliò una via di verdi fiamme e gioiose urla che conduceva attraverso le lune.

Tre regni si rigonfiarono nello spazio della spada: lo sguardo e la gloria di AURYX, l'astuzia e la sapienza di SAVATHÛN, il trionfo e la forza di XIVU ARATH. Questi regni furono creati dalle menti e dai vermi dei nostri signori, in contiguità con tutti gli spazi consacrati dall'alveare. Attraverso questi spazi passarono le parole e il cibo mentre tutte le lune si avvicinarono.

Disse AURYX: "Qui è dove sono morto. Che i nostri troni siano stabiliti qui, poiché io sono Auryx, Primo Navigatore, colui che traccerà la morte e il mio trono sarà di osmio.

XXII: La somma guerra

XXII: La somma guerra 5

Verso 3:2 - La somma guerra

Durante la diaspora ci fu una guerra tra AURYX, SAVATHÛN e XIVU ARATH.

"Fratello Auryx" disse SAVATHÛN "non perdonare il mio tradimento. Vendicati su di me per ciò che ho compiuto sull'arida luna." E AURYX la sfidò, nella venerazione del Profondo. Tra di loro si intromise XIVU ARATH dicendo: "Fermatevi o vi ucciderò, la guerra è mia e la più forte sono io."

In questo modo essi venerarono.

Per ventimila anni lottarono tra le lune, nelle piane abissali e nei palazzi fulminanti degli spazi delle loro spade, uccidendosi tra di loro volta dopo volta, cosicché potessero allenarsi nella morte.

Questo era il loro amore.

Alla fine, molte lune giunsero su molti mondi e arrivò il tempo di proclamare la guerra alla vita. Disse AURYX: "Stabilirò una corte e chiunque vi giungerà potrà sfidarmi. La mia corte si chiamerà la somma guerra, una zona di morte e una scuola per la logica della spada che abbiamo appreso dalle nostre divinità."

SAVATHÛN la ritenne una grandiosa idea e creò una corte chiamata la somma congrega. XIVU ARATH disse: "La mia corte sarà il mondo, ovunque si troverà la guerra."

XXIII: Un fuoco senza combustibile

XXIII: Un fuoco senza combustibile 5

Verso 3:3 - Un fuoco senza combustibile

Oggi ho ucciso mia sorella.

Era giunta su questa stella per coordinare lo sterminio della vita presente su essa. I Qugu sono molto forti e la loro flotta protegge quattro stelle nelle vicinanze. Sono animali da branco, testardi e leali, ma hanno anche un tocco di grazia.

Da milioni di anni i Qugu sono infetti da un virus talmente insidioso che è diventato parte del loro stesso genoma. Il virus li costringe a sacrificare i loro arti a enormi bestie smandibolanti sessili che vengono riverite e trattate come divinità. Il virus converte le cellule dei Qugu in uova, dalle quali si impupano strane creature, le quali strisciano nella pancia della bestia smandibolante. In cambio, la bestia smandibolante estrude dolce nettare che i Qubu bevono per avere splendide visioni.

Savathûn e la sua covata hanno liberato i Qugu dalle bestie smandibolanti e dalla loro stessa esistenza. Ma mentre rincorrevano le arche spaziali dei Qugu, mi sono fermato e ho vaporizzato le navi belliche di mia sorella e qualche suo subalterno. Voglio soffermarmi sulle rovine per qualche tempo, e punire Savathûn per non aver saputo difendere il suo fianco.

Come noi, questi Qugu sono legati in simbiosi.

Sento felicità e dolore. Li sento come se fossero titanici, poiché ora io sono più grande del mio corpo, la mia mente è un intero cosmo. Conosco più felicità e tormento di quanto l'intera razza dei Qugu potrebbe mai provare.

Dolore, perché abbiamo ucciso così tanto (diciotto specie soltanto nell'ultimo secolo), e felicità per la stessa ragione. Felicità perché abbiamo sterminato queste piaghe. Rimosse completamente, sterilizzando l'universo, portandolo verso la sua forma ultima. Noi siamo il vento del progresso che sradica parassiti dal mondo materiale, poiché se non fossero parassiti non saremmo in grado di ucciderli e farebbero ancora parte dell'esistenza.

E cosa sarà la forma ultima? Un fuoco privo di combustibile che brucia eternamente uccidendo la morte e ponendo una domanda di cui essa stessa è la risposta. Questo è ciò che dobbiamo diventare.

Il mio verme sta diventando grasso e vorace. Lo nutro con interi mondi. I miei astronomi hanno rilevato il Profondo stesso e mi dicono che siamo sulla retta via per conquistarlo.

Credo che la felicità e il dolore saranno presto la stessa cosa. Come l'amore e la morte.

XXIV: L'URLO

XXIV: L'URLO 5

Verso 3:4 - L'URLO

NO!

Savathûn! Xivu Arath! Sorelle mie.
Ci hanno traditi. Non vivremo mai in eterno.

La nostra forza annienta specie intere. Respiriamo il fumo dei loro corpi bruciati.
È questo l'accordo col verme, nostro dio: il verme ci rende potenti.
Ma brandendo la sua potenza, la fame del verme si espande.
Se non riusciremo a saziarla, esso ci divorerà.

Abbiamo sterminato trecentosei mondi,
e ora ne sono certo...

Crescendo, la fame del mio verme sorpasserà la potenza che traggo da essa.
L'accordo ci obbliga a obbedire alla nostra indole: la ricerca eterna. L'astuzia eterna. La conquista eterna.
E mentre seguiremo la nostra indole, mie sorelle, sazieremo i nostri vermi.

E più li saziamo, più crescerà la loro fame, sempre più.

Ben presto, mie sorelle, noi saremo così potenti e i nostri vermi così affamati
che nemmeno con tutta la nostra forza saremo in grado di saziarli.
E saremo divorati.

COSA POSSIAMO FARE?

XXV: Dictata ir Dakaua

XXV: Dictata ir Dakaua 5

VersO 3:5 - Dictata ir Dakaua

Attenzione.

Unità di sicurezza perimetrale in attesa. Pronte per assimilazione nuovi precetti. Inghiandolare liquore d'assimilazione di gradazione sessanta o affrontare immediata tassazione di mancato adempimento.

Il ministero della guerra di Dakua è in linea ed è reale.

Nell'anno radiale 989 del terzo solco i nostri clienti del nido di Dakua hanno recuperato una nave interstellare. Gli isotopi della chiglia datano la nave a più di 24.000 anni fa, circa lo stesso periodo in cui il sistema del Fondamento perse i contatti con la nostra benamata Ecumene.

PICCO SEMANTICO EI—{}—~praga~

Gli esploratori mercenari [classe sacrificabile] hanno trovato un organismo in stasi criogenica nella chiglia. Sostiene di chiamarsi Taox e di essere un membro appartenente a una razza proto-alvearide. Nel rapporto ci ha fornito resoconti sulla caduta della civiltà degli ammoniti e informazioni vitali sugli obiettivi, la biologia e la gerarchia dell'alveare.

RINFORZO NEGATIVO bomba.assone—{8X8}—infliggere&

Durante l'ultimo secolo le unità di sicurezza perimetrale dell'armata statale dell'Ecumene hanno FALLITO ogni tentativo di fermare le incursioni dell'alveare su diciassette (17!) mondi diversi. Tutte le specie presenti nell'Ecumene rischiano l'estinzione.

RINFORZO POSITIVO ricompensa.assone—[11xvv2]—infondere%

Decapitare. Differire. Promuovere dicta strategico di Dakua per ottenere la vittoria contro l'alveare:

Identificare organismi supremi della gerarchia dell'alveare: AURASH, SATHONA e XI RO.

Bersagliare queste entità con eccessiva ultra-violenza. Rilascio caedometrico autorizzato.

Perseguitare bersagli ovunque si manifestino. La coesione dell'alveare verrà meno. Ottenere la vittoria sull'alveare spazzandoli via in un genocidio totale.

AZIONE D'IMPULSO—{}—~indora~rivendicare

XXVI: Stella per stella per stella

XXVI: Stella per stella per stella 5

Verso 3:6 - Stella per stella per stella

Sotto un verde cielo infuocato, nel mondo del trono di Re Auryx, i nostri signori si abbracciano.

Noi, l'alveare, osserviamo mentre Savathûn mette le sue braccia attorno a Xivu Arath, e Xivu Arath stringe gli avambracci di Auryx, e Auryx prende le spalle di Savathûn. Sono immensi e bruciano di un potere furioso. Ma l'abbraccio è debolezza e lo disprezziamo.

Mai è successo di disprezzare i nostri signori. Forse perché hanno fallito? Noi, l'alveare, siamo stati respinti di mondo in mondo.

"Sono quasi giunta alla fine" dice Savathûn. "Pur tramando e pianificando, non riesco a versare abbastanza sangue per saziare il mio verme. E più mi sforzo, più diventa vorace."

"Io massacro e uccido" dice Xivu Arath "ma più lotto, più il mio verme richiede morte. Anch'io sono quasi giunta alla fine."

"Gli angeli di guerra dell'Ecumene mi hanno ucciso così tante volte" dice Auryx "che non oso uscire nell'universo per paura di dover proteggere me stesso con la forza. Il mio verme sta mordendo la mia anima dalla fame."

È così che finisce la nostra crociata? Siamo noi, l'alveare, indegni d'esistere?

Xivu Arath volge il suo immenso sguardo verso il basso: "Dovremmo ritirarci e radunare le nostre forze."

Savathûn chiude gli occhi, sconfitta e sconcertata: "Dovremmo pregare il verme, il nostro dio, di indicarci la via."

Ma il Re Auryx, il quale conosce la bellezza della forma ultima, ruggisce a loro: "Non avete imparato nulla? Vorreste forse rinnegare il nostro scopo? Qualsiasi cosa faremo, la faremo con la morte, compiendo un atto di forza e di guerra. Questo è il giudizio finale a cui siamo soggetti, questo violento giudizio, e se voltassimo le spalle a esso ci meriteremmo di essere divorati. No! Dobbiamo obbedire alla nostra indole. Dobbiamo tramare, dobbiamo sfruttare l'astuzia e la forza. Dobbiamo accettare questo dono, questa sfida, che il verme, nostro dio, ci ha offerto e dobbiamo trovare il modo di continuare a esistere!"

"Come sazieremo i nostri vermi?" chiede Xivu Arath.

"Ho trovato" dice astutamente Savathûn. "Ho trovato un modo, ma non potrà funzionare se non sterminiamo miliardi di abitanti dell'Ecumene. Come possiamo ucciderli?"

"Se non siamo in grado di sconfiggere le loro forze" dice Xivu Arath "infetteremo le loro debolezze. Ma loro sono signori della materia e delle leggi fisiche."

"Ho trovato un modo" dice il Re Auryx "ma richiederà un potere immenso, più di quanto ognuno di noi possieda."

"Uccidimi dunque" dice Xivu Arath "e poi sfrutta la logica di morte, il potere sprigionato uccidendo una forza grande quanto la mia."

Così il Re Auryx alza la sua lama e decapita Xivu Arath.

"E strangolami" dice Savathûn, brandendo un coltello dietro la schiena. "Sfrutta poi la logica di morte, l'astuzia che dimostri uccidendo qualcuno tanto intelligente quanto me."

Ma Re Auryx si gira con la velocità e la forza di Xivu Arath, e decapita Savathûn prima che possa muoversi. Re Auryx è il Primo Navigatore, colui che traccia la mappa della morte.

Queste sono vere morti, poiché avvenute nel mondo della spada.

Così s'incammina verso il verme chiamato Akka.

XXVII: Divora il Cielo

XXVII: Divora il Cielo 5

Verso 3:7 - Divora il Cielo

Comando d'emergenza.

Tutte le unità militarizzate in attesa. Inghiandolare codice di lotta o fuga di gradazione centoventi o affrontare indubbia catastrofica sconfitta.

Il consiglio di crisi dell'Ecumene è in linea ed è reale.

Attenzione.

Dal radiale 990 solco zero l'alveare ha lanciato uno sconcertante contrattacco oltre l'asse rotazionale della frontiera. Il perimetro, la milizia e le truppe d'urto segnalano casualità totali. Anticipiamo la totale disintegrazione/estinzione dell'Ecumene entro duecentoventi anni.

PICCO VIGILE EI—{}—~attendere~

L'entità dell'alveare Oryx/Aurash sta dispiegando un'arma ontopatogenica paracausale che infetta e sovverte le forze dell'Ecumene. L'arma opera su bersagli singoli. I bersagli sono rapiti e rilasciati come servi dell'alveare con abilità inesplicabili e fisicamente impossibili.

Tutti i clienti dell'Ecumene sono pregati di investire IMMEDIATAMENTE tutte le risorse economiche e cognitive in una contromisura.

Lottate con determinazione. Fermeremo l'alveare, o assisteremo al divoramento della nostra galassia.

AZIONE D'IMPULSO—{10x10}—~abayard~berserker

XXVIII: Re delle forme

XXVIII: Re delle forme 5

Verso 3:8 - Re delle forme

Questa è la coronazione di Oryx, il Re dei Corrotti. È accaduta così.

Nel gelido abisso del mondo della spada, Re Auryx camminava sotto un mantello di fiamme verdi. Camminava per il cielo e, fremendo, il cielo si gelò sotto i suoi piedi. Camminò finché non trovò Akka, il verme dei segreti, il quale stava negando una verità per trasformarla in bugia.

"Akka, mio dio, verme dei segreti. Io sono Auryx, unico re dell'alveare. Sono qui per ricevere un segreto. Voglio il potere segreto del Profondo di cui tu sei il custode."

"Io non concedo segreti" disse Akka, con voce codificata.

"No" disse Auryx "tu non concedi nulla. Solo il Cielo concede. Tu veneri il Profondo, il quale richiede di prendere ciò di cui abbiamo bisogno."

Akka non disse nulla, poiché se avesse negato questa verità, essa sarebbe potuta diventare bugia.

"Ma tu ci hai concesso le larve, il verme" disse Auryx "e per questo motivo il verme ci divora: perché è stato concesso, non preso. Dunque io debbo prendere da te ciò di cui ho bisogno, benché tu sia il mio dio."

Disse Akka: "Non ne hai la forza."

Ma era una menzogna. Auryx aveva ucciso la sorella Savathûn e la sorella Xivu Arath, e possedeva la logica di morte per averle uccise.

Auryx il Primo Navigatore piombò sul suo dio con la spada e le parole, tagliò Akka in pezzetti, dai quali trasse il segreto dell'invocazione del Profondo. Scrisse questo segreto su un gruppo di tavole che chiamò le Tavole della Rovina, e le pose sul fianco.

Poi Auryx disse: "Ora posso parlare con il Profondo, la magnifica forma ultima. Io sarò il Re delle forme. Imparerò tutti i segreti del nostro destino."

Il suo discorso al Profondo non è riportato qui, ma si sa che lui tornò e disse: "Ora sono Oryx, il Re dei Corrotti. E sono in grado di corrompere la vita e renderla mia."

Poi uscì nell'universo e lottò contro l'Ecumene con le sue Tavole. E il verme, il suo dio, ne fu compiaciuto.

XXIX: Scolpito nella rovina

XXIX: Scolpito nella rovina 5

Verso 3:9 - Scolpito nella rovina

Oryx fu in guerra con l'Ecumene per un centinaio d'anni. Passati i cento anni, uccise il consiglio dell'Ecumene sulla ghirlanda frattale e dal loro sangue rinacque Xivu Arath dicendo: "Io sono la guerra, e sono stata evocata con la guerra."

Oryx ne era lieto, poiché amava Xivu Arath. L'Ecumene pianse nella disperazione.

Poi Oryx e Xivu Arath continuarono la guerra con l'Ecumene per altri quarant'anni. Alla fine dei quarant'anni Oryx disse al nido di Dakaua: "Ascoltate, sono geloso di mia sorella Xivu Arath, aiutatemi a ucciderla." E nella disperazione accettarono.

Ma condusse il nido di Dakaua in una trappola e si estinsero. Dalle loro ceneri rinacque Savathûn dicendo: "Io sono l'inganno, e sono stata evocata con l'inganno."

Oryx ne era lieto, poiché amava Savathûn. L'Ecumene fuggì nel vuoto.

Continuarono la guerra con l'Ecumene per un migliaio di anni e li sterminarono a tal punto che in nessun luogo, oltre a questo libro, vengono ricordati. Questo libro e la mente di Taox, la quale non fu trovata.

E Savathûn disse: "Re Oryx, come sazieremo i nostri vermi? Hai seguito il mio piano?"

Così Oryx disse all'alveare: "Io sono il Re dei Corrotti e questa è la mia legge.

Voi, schiavi, ciascuno di voi dilanierà e griderà e ucciderà ciò che potrà. Prendete abbastanza morte per saziare il vostro verme, e un altro po' per crescere. Pagate il resto all'accolito che vi comanda.

Voi, accoliti, conducete i vostri schiavi in battaglia. Prendete abbastanza morte per saziare il vostro verme, e un altro po' per crescere, e prendete il pagamento dello schiavo che conducete. Poi pagate il resto al cavaliere o alla maliarda che vi comanda. Così pagherete il tributo.

Voi, cavalieri e maliarde, conducete i vostri seguaci in battaglia. Prendete abbastanza devastazione per saziare il vostro verme, e un altro po' per crescere, e prendete il pagamento dei vostri seguaci. Poi prendetene un'altra porzione, tanta quanto il vostro coraggio vi permetta, e utilizzatela per i vostri scopi. Se sarà troppa, i tuoi compagni o le tue compagne ti uccideranno e te la ruberanno. Infine pagate quello che vi rimane all'ascendente che servite.

Gli ascendenti saranno coloro che riusciranno a raccogliere abbastanza tributi da poter entrare nell'altro mondo. Essi pagheranno il tributo ai loro signori.

E così il tributo salirà di mano in mano, finché Savathûn e Xivu Arath e io saremo nutriti da un gran fiume di tributi. Gli avanzi saranno usati per saziare i nostri dèi e per studiare il Profondo. In questo modo, finché continueremo la nostra crociata, tutti i vermi saranno sazi.

Questa è la mia legge. La incido così nella rovina. Aiat.

XXX: Un'amputazione dorata

XXX: Un'amputazione dorata 5

Verso 4:0 - Un'amputazione dorata

L'ira!

Ecco l'ira di Oryx, accumulata per diecimila anni. Ecco l'amputazione dorata: la caduta di Taishibeth, la fine di un'era. Abbiamo colpito i mondi di Taishibeth come tamburi di guerra e abbiamo urlato di gioia tra le nostre lune, nere mentre loro sbattevano orbitali argentate e luminose reti-stellari, ove i piccoli corvi solari Taishibethiani si rannicchiavano e morivano non nati.

Nel mondo del trono, Oryx compie dieci passi.

Al primo passo Kraghoor manda i maledetti a infettare i mondi dei Taishibethiani.

Al secondo passo i Tai dispiegano i loro piatti bellici e il loro arsenale di navi per lottare contro le nostre lune.

Al terzo passo il Sacerdote di Guerra di Oryx li incontra sul campo ed è vittorioso: tinge il vuoto col fuoco e sala la terra con la cenere.

Al quarto passo Mengoor e Cra'adug, cavalieri diadici, arrivano e salgono sul ponte dei corvi, e ammazzano i Tai per dieci lunghi anni.

Al quinto passo la corvo-imperatrice dei Tai torna a casa, al suo ponte, e infilza una luna usando i suoi artigli, la taglia e uccide la covata.

Al sesto passo Oryx parla e dice: "Ascoltami, corvo-imperatrice, e io ti descriverò la vera forma ultima incisa qui sulla mia tavola." Poi tende il suo pugno pieno di nero fuoco e inghiottisce la corvo-imperatrice in uno squarcio.

Aiat! Soltanto Oryx possiede questo potere, il potere della corruzione.

Al settimo passo il corvo-perfetto esce dallo squarcio di Oryx e con le sue ali ricopre l'intera Taishibeth. Mai più nascerà un Taishibethiano. Lei è perfetta, esegue la volontà di Oryx.

All'ottavo passo i Tai dicono: "Ascoltate, voi siete guasti, siete sfinteri ed escrezioni, siete marci, perché ci uccidete? Noi costruivamo orbitali argentati e reti-stellari dorate. Covavamo uova. Era una buona vita. I nostri vestiti erano belli, il cibo rinomato. Con una sola piuma la nostra imperatrice avrebbe potuto solleticare gli dèi."

Al nono passo Oryx dice: "Esiste un solo dio ed è questo: l'abilità di dettare ciò che esisterà o meno, il potere di continuare a esistere. Questo è il tuo dio. E non soffre il solletico."

Al decimo passo i Taishibethiani sono estinti.

Poi Oryx dice: "Ascoltate mie sorelle, capite ciò che abbiamo fatto? Abbiamo conquistato e siamo giunti ai confini del Profondo. Esso mi sussurra nell'orecchio quando lo chiamo, guida la mia traiettoria. Mi dice che siamo alla soglia e che dovrei entrare.

Entrerò e gli parlerò."

XXXI: Onde di battaglia

XXXI: Onde di battaglia 5

Verso 4:1 - Onde di battaglia

Oryx discese nel suo mondo del trono. Si calò nell'abisso e ad ogni passo si fermò a leggere una delle sue tavole, ed esse diventarono pietre sotto i suoi piedi.

Uscì, creò un altare e preparò un orco non nato. Poi invocò il Profondo dicendo:

"Riesco a vedervi nel cielo. Voi siete le onde, le quali sono battaglie, e le battaglie sono le onde. Entrate in questo corpo che ho preparato per voi."

E così giunse il Profondo stesso.

XXXII: Maestoso. Maestoso.

XXXII: Maestoso. Maestoso. 5

Verso 4:2 - Maestoso. Maestoso.

Oryx, amico mio, mio Re. Calmati. Rilassati. Slacciati quell'armatura e posa quella lama. Allenta le pesanti spalle e abbassa la guardia. Questo è un luogo di vita, un posto di pace.

Fuori, nel mondo, poniamo soltanto una semplice, ma vera, domanda. Come: posso ucciderti, posso fare a pezzi il tuo mondo? Raccontami la verità. Poiché se non la chiederò io, la chiederà qualcun altro in nome mio.

Dicono che siamo il male. Il male! La parola stessa significa "socialmente maladattato." Noi invece siamo l'apice dell'adattamento.

O Oryx, come facciamo a spiegarglielo? Il mondo non segue le regole che loro tanto amano. Non segue l'amicizia, bensì l'interesse reciproco. Non segue la pace, bensì la vittoria a ogni costo. L'universo è governato dall'estinzione, dallo sterminio, dalle esplosioni di raggi gamma che bruciano mille fertili mondi, da stridenti singolarità che inghiottiscono soli neonati. E se la vita volesse vivere, se tutto volesse sopravvivere alla fine di tutto, bisognerà vivere non seguendo il sorriso, ma seguendo la lama; non un soffice letto ma un duro guscio; non la putrescente palude del paradiso artificiale, ma la dura auto-constatante verità dell'unico e ultimo giudizio, il giudice finale, il potere che è tanto una metrica quanto una fonte: l'esistenza a ogni costo. Togli le bugie, le tregue e le tattiche di temporeggiamento che loro chiamano "civiltà" ed è questo ciò che rimane, questa magnifica forma.

Il destino di tutto risiede qui, in questa collisione, in questa prova di forza tra due prassi. È così che il mondo cambia: un modo di pensare ne incontra un altro, scaricano le loro armi, si scambiano parole e mercati, si contestano e facendo ciò richiedono all'altro il diritto di continuare a essere qualcosa, invece di cessare d'esistere. Così l'universo tenta di capire come dovrà essere alla fine di tutto.

Ed è maestoso. Maestoso. È l'unica cosa che può essere vera in sé e per sé.

Ed è ciò che sono.

XXXIII: Quando i mostri sognano

XXXIII: Quando i mostri sognano 5

Verso 4:3 - Quando i mostri sognano

Cammino, sono diretto verso il planetario per parlare con mio padre ma, dal nulla, sento uno strano rumore e mi giro. Le mie sorelle sono dietro di me e stanno rimuovendo sassi dalla strada su cui cammino. Hanno queste gigantesche spade, spade da esecuzione, e le stanno usando come leve per smuovere i sassi. I sassi sono coperti di scritte. Sono come tavole. E sotto si vede la terra piena di vermi.

Devo arrivare al planetario prima che loro mi raggiungano, allora comincio a correre, ma qualcuno mi fa lo sgambetto: è mio padre, ha allungato la gamba e mi sta prendendo per le corna e mi sbatte la faccia per terra. Il dolore è così forte da quasi farmi vomitare il verme.

"Perché non eri pronto per tutto questo" dice mio padre, che indossa i suoi occhialini antibagliore che usava per salvare le sue visioni durante le tempeste elettriche o i fuochi oceanici. Mi vedo riflesso nei suoi tre occhi. "Non capivi che sarebbero state gelose perché non potevano venire a parlare con me al planetario? Non capivi che ti avrebbero attaccato??"

Io comincio a frignare come se avessi due giorni di vita e dico: "Padre, credevo tu fossi mio amico, credevo di essere al sicuro qui." Ma lui mi mostra il suo pugno e capisco che sta ridendo di me per avergli creduto: cosa mi aveva fatto pensare di essere al sicuro? Nel pugno tiene un sole nero e mi prende per la gola e incomincia a versarmelo dentro.

Vedo le mie fauci nei suoi occhialini, tre riflessi delle mie fauci piene zeppe di denti.

E comincio a divorare mio padre. Gli dò dei morsi grandissimi e lo graffio tutto. Mangio le sue gambe e mangio le sue braccia e mangio i suoi occhialini e i suoi occhi e lui dice: "Bravo, bravo, questo sì che è maestoso e vero."

Ma le mie sorelle stanno ancora sradicando la strada e io non so come tornare indietro.

XXXIV: Così bello da sapere

XXXIV: Così bello da sapere 15

Verso 4:4 - Così bello da sapere

A volte credo di essere nichilista.

Non faccio altro che spezzare. Questo è ciò che dicono di me: avremmo potuto costruire una grandiosa civiltà se non fosse stato per quel maledetto Oryx, quella maledetta razza dell'alveare. Non credono in niente, se non nella morte.

L'unico modo di ottenere qualcosa di buono è creare qualcosa che non possa essere spezzato. E per arrivarci bisogna spezzare tutto.

Son lieto di aver capito che è la morte a mandare avanti l'universo. È così bello da sapere.

Ma sono perso in questo strano posto.

Credo che Savathûn e Xivu Arath stiano tentando di rubarmi le tavole. Devono aver interrotto il flusso del mio tributo mentre comunicavo con il Profondo. Provo così tanto amore per loro: nessun altro possiede l'astuzia o la forza da tentar di spezzarmi. Nessun altro possiede questo dono.

Una volta, tempo fa, ho ucciso Xivu Arath sulla sua luna bellica e lei ha fatto esplodere l'intera luna per fare fuori anche me. E rideva di gusto. Anch'io ridevo. Un'intera luna! Un'intera luna. Sprecata, ma mi ha insegnato a sopravvivere alle esplosione stellari, abilità che si è dimostrata necessaria per sconfiggere l'Ecumene.

Io amo la potente Xivu ancora più di quanto la luna ami la marea. E la ucciderei per questo. Volta dopo volta, sempre e per sempre.

Quando tornerò dai miei viaggi nel Profondo e rivendicherò il trono, inizierò a figliare. È questo ciò che mi serve.

Figli e figlie da amare e uccidere.

XXXV: Questo amore è guerra

XXXV: Questo amore è guerra 15

Verso 4:5 - Questo amore è guerra

Xivu su Oryx -
Proferito da Xivu Arath -
Sorella di Oryx -

TRADIMENTO. Abbiamo abbandonato Oryx nel Profondo. Essendo signori dell'alveare, siamo obbligati a dichiararci guerra per sradicare la debolezza e mantenere affilate le nostre lame.

OBBLIGHI. Una volta ho permesso a Oryx di uccidermi cosicché lui potesse guadagnare la logica della spada e sopraffare Akka, nostro dio. Ciò mi ha intrappolata nelle profondità del mio trono, ma il mio fratello Oryx è entrato in guerra contro l'Ecumene. In quella guerra mi ha descritta, poiché anche io sono guerra e così sono risorta.

RESURREZIONE. Savathûn e io abbiamo deciso di abbandonare Oryx sulla sua spedizione, ma se avessi mio fratello con cui combattere, credo che riuscirei a diventare più forte. Dunque lo descrivo.

UNA DESCRIZIONE DI ORYX.

Osservandoti, Oryx ti farà sentire come se ti dovessi dissipare al termine del suo sguardo.

La cresta sul cranio di Oryx è lunga quanto un braccio, ed è percorsa da pensieri, i quali viaggiano da un capo all'altro lungo il corso della loro vita. Sulla sua cresta ho lasciato una striscia di sangue cosicché lui possa sempre ricordarsi di me.

Ciascuna zanna di Oryx è precisa quanto un dito e acuta quanto un occhio.

Pur essendo nato sul fondo dell'universo e costretto a scavare, a Oryx sono spuntate grandi ali, le quali brillano di un fuoco vivo. Oryx insegna, ma non accetta insegnamenti.

La forza è intessuta in ogni fibra del corpo di Oryx. Ogni tendine e ogni muscolo sono forti quanto i suoi figli, e i suoi figli sono la sua forza.

Oryx indossa un vestimento di seta creato da bachi divini.

La voce di Oryx potrebbe far diventare uguali due numeri diversi.

Mio fratello Oryx è l'essere più coraggioso che io conosca. Il Fondamento gli aveva insegnato che eravamo le prede naturali dell'universo, le creature più fragili e disperate. Riflettendo su questo, ha trovato una soluzione. Ci ha fatto diventare forti. Ci condurrà verso l'eternità.

Mio fratello Oryx mi ama e questo amore è guerra.

XXXVI: Divoratore della speranza

XXXVI: Divoratore della speranza 10

Verso 4:6 - Divoratore della speranza

Tu sei Crota, mio figlio. Benvenuto.

Mi sono fatto strada attraverso l'inferno per averti. Ho lottato con le mie sorelle traditrici, ho combattuto il cadavere di Akka e ho scavato con gli artigli la via alla mia corte, la somma guerra, la quale era stata usurpata. Dopo aver dichiarato guerra a Savathûn, opprimendo il suo tributo in modo che non potesse mai più sfidarmi, e dopo aver raggirato Xivu Arath, avvelenando il suo tributo in modo che non potesse mai più rubarmi le tavole, e dopo aver disposto la mia discendenza in modo da essere l'eminenza suprema dell'alveare e aver messo al sicuro il trono, allora ho trovato una madre con cui figliare.

Tu fai parte di quella progenie.

La tua vita sarà una battaglia; il tuo posto nella somma guerra dovrà essere conquistato. Io non ti darò nulla... eccetto la tua prima spada e il nome che ho preparato per te.

Lottiamo in una guerra contro la falsa speranza, Crota. Inseguiamo un dio chiamato il Viaggiatore, un dio imbroglione in grado di convincere la nuova vita a costruire edifici in suo nome. Questi edifici non sono sicuri, poiché non possono sopravvivere al potere dell'alveare. E questi edifici sono una trappola, poiché tengono lontana la nuova vita dalla lama e dall'artiglio, i veri strumenti di sopravvivenza e di ascensione.

Solo quando il Viaggiatore sarà estinto l'universo potrà essere libero di adattarsi assumendo, tramite una corsa spietata, la sua forma perfetta, una forma senza alcuna dipendenza.

Pertanto ti conferisco il nome di Crota, divoratore della speranza.

Ho compiuto un giuramento, figlio mio, ho giurato di distruggere Taox. Non ti conferisco questo compito. Rimarrà nelle mani di tuo padre.

Ora andiamo a conoscere i tuoi zii.

XXXVII: Forme: punte

XXXVII: Forme: punte 10

Verso 4:7 - Forme: punte

Ma guardati!

Sei già cresciuta, figlia mia, sei già una maliarda. È così tanto che sono via? Ora ti chiami Ir Anûk e Savathûn ride e s'infuria di fronte alla tua intelligenza. Hai già scritto undici assiomi descrivendo i luoghi ascendenti, il nostro mondo del trono. Hai già annunciato che ucciderai uno di questi assiomi, come Akka uccide la verità, e abbracciando Akka potresti diventare divina come me.

Se ci provassi, potrei ucciderti, o potrei applaudirti. Complimenti. Ecco qui un acido amaro per festeggiare.

E tu, Ir Halak, anche tu, come spesso capita con la gemellanza, sei una maliarda. Ho parlato con Xivu Arath, la quale si è lamentata dicendomi che hai composto un canto e l'hai cantato nel suo mondo del trono, uccidendo alquanto irrevocabilmente chiunque ti avesse ascoltata. D'ora in poi avremo forse canti al posto di spade e fucili?

Cosa hai creato per me? È una zanna a forma di morte! La terrò tra le mie fauci. Cosa hai scritto per me? È la rotta del pensiero-stellare Nicha! Lo rintraccerò.

Vi ho create tagliando a metà una larva. Non voleva morire e, crescendo, dalle due metà siete spuntate voi. La mia spada si chiama Spezzavolontà, ma non è mai riuscita a spezzarvi.

XXXVIII: La spartizione della morte

XXXVIII: La spartizione della morte 10

Verso 4:8 - La spartizione della morte

Un giorno Oryx decise di volere un nuovo paio d'ali. Mentre lottava col verme, intravide le sue figlie gemelle che morivano in uno squarcio interspaziale.

Chiese loro: "Figlie mie, cosa state facendo?" Temeva che Ir Halak e Ir Anûk stessero tentando di entrare nel Profondo, dove solo Oryx era ammesso grazie alle sue Tavole della Rovina.

"Padre, stiamo morendo più volte che possiamo" dissero.

"Siete adorabilmente precoci" rispose Oryx, scuotendo le sue nuove ali. "Ma per quale motivo?"

"Stiamo sperimentando un metodo per cui le anime ascendenti possono essere rimosse e integrate in una tanatosfera tautologica e autonoma, provvisoriamente nominata superanima. Le superanime possono essere custodite in un mondo del trono come un meccanismo di avanzata resilienza alla morte. Gli effetti collaterali includono possibili miglioramenti al canto della morte, portandoci così più vicine a un impulso mortale paracausale di generale efficacia."

Oryx impugnò la sua spada: "Parlate nella lingua reale, o vi darò in pasto a Eir."

"Se riuscissimo a separare la nostra morte da noi stesse e a nasconderla, sarà più difficile ucciderci."

Oryx andò da suo figlio Crota: "Tieni d'occhio le tue sorelle" disse. "Potresti imparare molto da loro."

Ma mentre Oryx era in viaggio per osservare la distruzione di un antico e fortificato mondo da parte del Profondo, Crota decise, assieme alle sue sorelle, che voleva imparare i loro segreti. "Anche io sperimenterò con gli squarci" disse. Con la spada, Crota aprì uno squarcio in un nuovo spazio dentro cui sperava di trovare un potere segreto.

Da questo squarcio emersero macchine chiamate vex, le quali invasero il mondo del trono di Oryx.

XXXIX: Apri l'occhio: entraci dentro

XXXIX: Apri l'occhio: entraci dentro 10

Verso 4:9 - Apri l'occhio: entraci dentro

Sferragliando, i vex si misero a costruire grossi problemi. All'inizio le costruzioni sembravano distorte, poiché non avevano ancora compreso la logica della spada che determinava le leggi del mondo del trono di Oryx, la cui geometria li confondeva.

"Li abbatterò tutti con la mia lama" urlò Crota, ma in quel momento, grazie al rituale del miglior-pensiero vex, una Mente chiamata Quria Trasformazione della Lama, si manifestò. Quria fu in grado di dedurre la logica della spada.

"Debbo uccidere tutto" concluse Quria. "Così sarò potente."

Lo squarcio di Crota iniziò a emettere immensi guerrieri vex di bronzo, ma prima che potesse attaccarli sparirono in un lampo. Dopo essere fuggiti da Crota, uccisero duemila accoliti di Oryx e diecimila dei suoi schiavi. Ben presto, secondo la legge delle uccisioni, divennero potenti in quel mondo.

"Fatevi avanti, sorelle maliarde" chiamò Ir Halak. "Abbiamo bisogno di voi." Ir Anûk prese dal cielo una spada stellare e le maliarde la caricarono con il potere della morte, creando un totem dell'annientamento che usarono per distruggere i vex.

"Chiudi il varco, fratello Crota" ordinò Anûk. "Troveremo un modo per sconfiggerli, ma soltanto dopo che finiranno di costruire problemi su di noi."

Ma Quria aveva un istanza di sé dall'altro lato del portale e aveva generato un blocco per tenerlo aperto. L'obiettivo di Quria era di sfruttare le leggi fisiche paracausali del trono di Oryx per diventare divino. Organizzò così una serie di invasioni di prova.

Per cento anni locali, i figli lottarono contro i vex. Quando i vex entravano nel mondo della spada, venivano inevitabilmente abbattuti, ma quando le unità dell'alveare entravano nel mondo dei vex, non avevano mai abbastanza forza per vincere.

"Nostro padre ci divorerà l'anima!" pianse Halak.

Quria catturò alcune larve dei vermi e iniziò a condurre sperimentazioni con esse, così ben presto la Trasformazione della Lama manifestò tattiche religiose. Sfruttando l'adorazione del verme, Quria capì che era in grado di alterare la realtà con leggeri effetti ontopatogenici. Essendo una macchina efficiente, Quria produsse un clero di sacerdoti e ordinò a tutte le sue sotto-menti di venerarli. Poi incominciò a rapire e a uccidere gli organismi di natura pericolosa in modo da inizializzare il processo di trasformazione in una divinità dell'alveare. Per qualche motivo vex, Quria non tentò mai di introdurre il verme nel fluido della sua mente.

Nel frattempo Savathûn rideva, perché aveva convinto Crota a creare lo squarcio con l'inganno.

Ciò chiamò l'attenzione del verme, nostro dio. "ORYX" chiamò Eir. "RIMETTI IN ORDINE IL TUO MONDO."

XL: Un imperatore per ogni epilogo

XL: Un imperatore per ogni epilogo 10

Verso 4:10 - Un imperatore per ogni epilogo

Oryx raggiunse in fretta il suo mondo e lesse le Tavole della Rovina. Gettò poi alcuni vex negli squarci, corrompendoli col potere del Profondo, mettendo così i vex contro sé stessi. Quria manifestò una serie di tattiche, ma nessuna fu in grado di adattarsi adeguatamente alle sue esigenze e Oryx schiacciò tutti i vex nel suo trono.

Oryx contemplò lo studio della geometria, ispirato dai vex, dato che era la mappa delle forme perfette. Ma prima doveva punire le imperfezioni.

"Figlio mio" disse "questa sarà la tua punizione. Tornerai qui nella gloria, o morirai dimenticato da tutti!" Pronunciando ciò, prese Crota dalle gambe e lo scagliò nel portale vex.

Crota lottò per tutto il passato, diventando un demonio leggendario. Nei primi secoli provava piacere nel risparmiare le sue vittime per sentire i loro giuramenti e le loro proteste contro suo padre. Poi cominciò a capire Oryx e a costruire templi e monumenti in suo nome ovunque andasse.

Nel frattempo Oryx meditò sui vex. "Ho trovato un degno avversario" disse. "Vogliono esistere per sempre, proprio come me, ma non riesco a comprenderli."

Il verme iniziò così a masticargli l'anima, per spingerlo alla comprensione.

Chiese a Savathûn un incontro nel mondo materiale. Lei raccontò di come i vex lavoravano alacremente per comprendere tutto e raggiungere una condizione vittoriosa in ogni stadio finale possibile dell'universo.

"Allora dovrò diventare un re migliore" disse Oryx. "Se loro costruissero un imperatore per ogni epilogo, io sarò il re di uno solo. Seguirò il Profondo ovunque vada e documenterò il suo potere. Creeremo un catalogo con le tombe dei mondi, il quale sarà la mappa che ci condurrà alla vittoria."

Oryx sapeva che tutta la vita poteva essere descritta nelle automazioni cellulari, eccetto la vita che comprendeva il Profondo e il Cielo e che, dunque, sfuggiva alla causalità.

Per amore verso il fratello, che coincideva col suo desiderio di ucciderlo, Savathûn svelò un segreto a Xivu Arath: "Ascolta, Xivu, il mondo del trono di Oryx è stato compromesso. Puoi entrarci da qui con la tua lama." E Xivu Arath usò queste informazioni per preparare un'imboscata.

Oryx, però, era troppo astuto. Il Re dei Corrotti disse alla sua corte, la somma guerra: "Il mio mondo del trono è vulnerabile e dunque lo sposterò."

"Dove?" chiese Kalgoor, Esecutrice del Mondo.

"Lo collocherò in una poderosa astrocorazzata" rispose Oryx. "Custodirò la mia gloriosa mente cosmica in una titanica nave da guerra."

XLI: L'Astrocorazzata

XLI: L'Astrocorazzata 10

Verso 4:11 - L'Astrocorazzata

Per costruire la sua nave Oryx tagliò un pezzo di Akka, il quale era morto ma lungi dall'essere scomparso. Poi rubò il martello di Xivu Arath e lo scalpello di Savathûn e corazzò la sua nave con armature malefiche.

Dopo che Oryx costruì la sua Astrocorazzata, rivoltò il suo mondo del trono e lo riversò in essa, nel mondo materiale. La sua nave e i suoi peccati erano dunque contigui e alleati. L'Astrocorazzata nel trono di Oryx, ma il trono di Oryx era l'Astrocorazzata. Aiat!

Ciò richiese un verso dalle Tavole della Rovina. Tutti i membri della corte aiutarono a riversare il trono di Oryx nella nave. Fu un giorno di gloriosa violenza e, da allora, tutte le covate di Oryx celebrano l'evenienza rivoltando ciò che incontrano nel cosiddetto "giorno dell'eversione".

Disse Oryx:

"Andate per l'universo, o corte mia.
Raccogliete il tributo. Mandatelo alla nave.
Quando vi chiamerò, porterete direttamente il tributo alla mia corte.
Mi preparerò per lunghi viaggi... [Io sono Savathûn, l'insidiosa]
Fino alla guerra... [Voglio segnalarti una cosa]
Fino al Profondo... [Questi libri sono pieni di bugie!]"

In questo modo, spostandosi in modo lesto, il trono di Oryx sarebbe stato protetto dalle incursioni.

Oryx attaccò l'Armoniosa Flottiglia Invincibile, la quale proteggeva il pensiero-stellare Nicha. Quando la flottiglia circondò l'Astrocorazzata, Oryx infilzò la sua spada nella chiglia e utilizzò il potere del Profondo (e gli ingegnosi sistemi costruiti dalle sue figlie) per spingere il suo mondo del trono nella mera realtà.

Furioso e fiducioso del suo potere, riempì lo spazio con un seme del suo trono. Esso si gonfiò, come un fantasma stellare, e frantumò l'Armoniosa Flottiglia Invincibile; Oryx spezzò via l'ultima parola dal loro nome.

Nel pensiero-stellare Nicha, Oryx sperava di trovare le coordinate per l'albero consacrato lasciato indietro dal Viaggiatore. Oryx voleva divorarlo.

Ma il pensiero-stellare si rivelò essere una trappola: a bordo trovò Quria, Trasformazione della Lama.

XLII: <>|<>|<>

XLII: <>|<>|<> 10

Verso 5:0 - <>|<>|<>

<interdire>|<simulare>|<venerare>

Io ti ucciderò. Salerò la carne coi granelli dei tuoi pensieri salmastri. Brucerò corpi sulla fiamma del tuo rivestimento distrutto.

<insinuare>|<sovvertire>|<riprodurre>

Questa nave è il mio trono. Tu osi tentare di rubarmelo. Vuoi riempirlo della tua progenie e usarlo per i tuoi scopi astratti. Ma io mio oppongo.

<osservare>!<imitare>!<usurpare>

Tu non sarai mai come me. Prova a simularmi. Calcola le permutazione della mia divinità. Computa la morte nella forma del mio trono. Determina la mia ombra sulle rocce di diecimila mondi distrutti. Non sarà mai abbastanza. Io posseggo le Tavole della Rovina. Io comunico col Profondo. Non potresti comprendermi neanche con un'intera galassia di materia celebrale. Eccomi!

<sconosciuto>|<enigma>|<errore>

<interrompere>!<arrestare>!<interrompere>

XLIII: Fine di una sequenza temporale fallita

XLIII: Fine di una sequenza temporale fallita 10

Verso 5:1 - Fine di una sequenza temporale fallita

A questo punto Quria capisce che non riuscirà a vincere.

Dentro la nave di Oryx percepisce qualcosa di patologico, come se resistesse a ogni tentativo d'analisi con uno spregio mortale. Oryx stesso è irriducibile: si rifiuta di obbedire alle simulazioni di Quria, si collide seminando il caos, prende sotto-menti e le compromette usando un'arma ontologica (i sistemi paracausali sono così problematici).

Quria prova a sfruttare le tattiche religiose che ha sviluppato dall'alveare, ma pure in questi termini Oryx è troppo forte. Quria non sarà in grado di proteggere i portali per molto ancora.

La migliore simulazione di Oryx che Quria è riuscita a costruire deriva da un'inizializzazione ipotetica; ma è sbagliata, Quria lo sa, rappresenta Oryx senza il suo organismo simbiotico, senza le ali e senza le trasformazioni, senza le armi, senza il potere: priva di qualsiasi utilità.

Quria manifesta di nuovo quella simulazione, tanto per vederne l'esito.

Il Re dei Corrotti marcia sul rivestimento a forma di idra di Quria, armato con la magia e la lama, coperto da un antico mantello, mentre l'universo intorno a lui piange dall'orrore. I modelli fisici e i mondi giocattolo di Quria crollano e soffocano.

Quria osserva con attenzione e allarme come un quark viene spezzato dalla lama di Oryx.

Da dietro il rivestimento dell'idra, la minuscola simulazione di Oryx contenuta in Quria chiede: "Che cosa sei?" Sta manifestando terrore e fascino.

Gli occhi di Oryx si accendono con una curiosità completamente isomorfica piena di odio e fame vorace. "Aurash" dice il Re nella lingua dell'alveare. "Hai creato il me del passato. Hai creato un piccolo Aurash!"

Quria aggiorna il nome della simulazione. Aurash è curioso: "Io sono te? Tu sei ciò che diventerò?"

Oryx s'inginocchia, posando la lama sulla sua spalla sinistra. Quria continua a fare fuoco con ogni mezzo possibile, ma la guardia di Oryx è impenetrabile. Guardando attraverso i sensori di Quria, attraverso il fuoco martellante, Oryx dice: "Ragazzo, posseggo tutto ciò che hai sempre desiderato. Sono immortale. Conosco i più grandiosi segreti dell'universo. Ho esplorato i confini dell'Oscurità e ho inseguito il dio bugiardo attraverso spirali galattiche a cavallo di un branco di lune. Nel pugno custodisco il potere segreto che guiderà l'eternità. Nel verme serbo il tributo della mia corte e dei miei figli, del divoratore della speranza, della Tessitrice e della Disfattrice; con esso riduco in polvere i miei avversari. Io sono Oryx, il Re dei Corrotti. L'onnipotente."

Quria effettua una ricerca tra l'intelligenza di Taox, recuperata al portale dell'Ecumene. Trova alcuni nomi utili. Li immette nella simulazione.

"E le tue sorelle?" chiede Aurash al suo futuro io. "Sathona? Xi Ro? Sono ancora con te?"

Le zanne del Re dei Corrotti digrignano, rivelando ciò che potrebbe essere un sorriso, o un sibilo.

Quria spegne le sue armi e concentra tutte le sue risorse per mandare telemetrie alle menti vex. Sa che esisterà uno spazio e un tempo in cui i dati che sta registrando saranno d'importanza vitale. Verranno formati grandi progetti atti a studiare questo potere ontologico, questo spazio del trono.

"Dove sono le mie sorelle?" grida Aurash. "Che cos'hai fatto al mio popolo? Che cosa ne hai fatto?"

Ma il pugno di Oryx è pieno di nero fuoco e da lì Quria vede solo la luce delle stelle.

XLIV: Una prova definitiva eternale

XLIV: Una prova definitiva eternale 10

Verso 5:2 - Una prova definitiva eternale

"Ho un dono per te" dice Oryx.

Savathûn, megera-regina, lancia uno sguardo pieno di sospetto nella sua direzione. "È la logica della spada necessaria a entrare nel Profondo e rubare il tuo potere per i miei scopi?"

I loro passi echeggiano attraverso le lune belliche mentre camminano sul ponte di una corazzata vecchia duemila anni. La flotta di Savathûn si è radunata qui per prepararsi all'assalto all'albero consacrato. Presto, seguendo la scia della sua preda, arriverà anche il Profondo. L'alveare sarà la sua avanguardia.

"È un vex che ho catturato. Si chiama Quria, Trasformazione della Lama. Ha tentato di penetrare il mio trono e ho pensato ti sarebbe piaciuto studiarlo." Oryx si ferma per digerire, attraverso il legame di lignaggio riesce a percepire le uccisioni di Crota a mondi e mondi di distanza, e sente il dolce sapore di grasso. "In Quria troverai una mia tentata simulazione vex. Potrebbe generarne altre, magari te o Xivu Arath. Gli ho lasciato un brandello di volontà, in modo che possa sorprenderti."

"Tenterà di uccidermi esplodendo" brontola Savathûn. "O farà entrare le sue macchine nel mio trono, dove si appresteranno a trasformare tutto in vetro e orologi."

"Se riuscirà a ucciderti, meriti di morire" ribatte Oryx provando un fremito di eccitazione, poiché prova piacere ad affermare il vero.

"Lo sai che non ho ancora trovato la prova definita." Savathûn accarezza il vuoto con uno dei suoi lunghi artigli e lo spaziotempo geme al suo tocco. "Questa nostra teoria dove noi liberiamo l'universo divorandolo, rimuoviamo la sua parte marcia, diretti verso la sua forma ultima; non ho ancora trovato una prova definitiva, eternale. Potremmo ancora avere torto."

Oryx la guarda e per un momento, un piccolo momento, prova nostalgia. Pensa tra sé: immagina tutti gli anni che abbiamo passato, ciò che abbiamo compiuto. Non siamo stanchi, eppure siamo vecchi. La mia lama è ancora appuntita. Sono vivo quando sono con te, e ogni volta che ritorno dal mio trono sento come se avessi ancora due anni d'età e mi trovassi in fondo all'universo con lo sguardo rivolto verso il cielo.

Poi dice: "Sorella, siamo noi, l'alveare, la prova definita. Se sopravviviamo per sempre, dimostreremo la nostra teoria, e se soccombiamo a una razza più spietata sapremo di aver avuto ragione."

Savathûn lo guarda col fuoco negli occhi e risponde: "Mi piace, molto elegante" sebbene sia giunta a questa conclusione tempo fa.

XLV: Li sbatterei tutti in cella

XLV: Li sbatterei tutti in cella 10

Verso 5:3 - Li sbatterei tutti in cella

Preda e sacrificio -
Proferito da Xivu Arath -
Dea della guerra -

ARMONIA. Quando il Viaggiatore passò per Armonia, mentì alle orbite di dieci mondi. Ora orbitano intorno a un buco nero. Il Viaggiatore mentì al disco d'accrescimento e lo costrinse a donare calda luce a questi mondi.

L'ALBERO CONSACRATO. Quando il Viaggiatore lasciò Armonia, creò un monumento dal getto polare del buco nero. Ora nel getto si trova un albero maestro cavo che canta nella radianza. Questo è l'albero consacrato che noi divoreremo, come divoreremo il Cielo, e spezzeremo come un osso.

LA SPINA D'ARMONIA. L'Armonia ha creato un'arma utilizzando la loro stella morta: stimolando il disco d'accrescimento riescono a sparare getti relativistici al plasma. Noi prenderemo questa spina e la useremo per bruciare i loro mondi. Al primo ascendente che ucciderà un mondo, verrà concesso un tempio tributario!

ORYX. Prenderò l'albero consacrato per divorarlo! Lo prenderò io! Poiché io sono Xivu Arath e la guerra è il mio tempio. Fate attenzione alle figlie di Oryx: sono in grado di fare e disfare la materia con facilità.

SAVATHÛN. L'ingannevole sorella sarà distratta dalle magie arcane e dal canto del buco nero. Trattate le sue covate con disprezzo.

IL VIAGGIATORE. Lo rincorreremo e lo divoreremo. Il Profondo conquisterà il cosmo.

I DRAGHI. I nostri dèi saranno solo nostri. La loro libertà compiaciuta mi reca insulto. Li sbatterei tutti in cella. Portatemeli.

XLVI: L&#39;albero consacrato

XLVI: L'albero consacrato 10

Verso 5:4 - L'albero consacrato

L'albero consacrato!

Esso si staglia sopra il sistema solare, come un monumento all'inganno, emettendo una luce argentata e cantando una ninnananna con le onde radio, composta da placanti menzogne.

Nella luce risiede l'Armonia, la quale ora è la nostra preda.

Ecco arrivare Xivu Arath, al comando della sua armata. Lotta contro l'Armonia per cinquant'anni con grande strategia e disciplina, ma l'Armonia si rivolge ai desideri dei draghi e i loro bramosi vescovi affrontano Xivu nella piana ascendente.

La battaglia di Xivu giunge a uno stallo.

Ecco arrivare Savathûn, fiancheggiata dal suo coro e dai celebranti. Con l'inganno e la finzione riescono a introdursi nell'Ana-Armonia in modo da poter vivisezionare i draghi. Il verme, nostro dio, continua a ridere.

Per cent'anni Savathûn annida congreghe segrete tra il popolo dell'Armonia.

Ma prima ancora c'è Oryx, le cui covate segrete hanno invaso le macerie del disco d'accrescimento. Il Primo Navigatore lancia rocce e comete contro i mondi dell'Armonia per sconvolgere la loro flotta, manda Seminatori per infiltrare le sue covate nei loro mondi.

Qui, nel mezzo del quinto libro, l'alveare è divenuto talmente forte che l'annientamento di tutta la falsa vita è diventato di routine.

Xivu Arath uccide i bramosi vescovi, Savathûn compie un proposito segreto, mentre la corte di Oryx divora l'albero consacrato. Il popolo dell'Armonia piange dal terrore e si getta nel lago argentato dell'Ana-Armonia per morire tra i flutti.

"Venite" dice Oryx. "Divorate l'albero consacrato, poiché io sono un dio generoso. Chiedo soltanto un tributo di due pezzi per ogni cinque."

L'albero è pieno della Luce del Viaggiatore, colmo del midollo del Cielo. Chiunque lo mangi viene riempito con la certezza estatica di essere al servizio di un grande e necessario scopo.

Poi parla Savathûn: "Fratello e sorella, ascoltate, per ora le nostre strade si dividono qui, dobbiamo diventare diversi." E così dicendo conduce le sue lune belliche nel buco nero. Il suo trono si distanzia.

Poi parla Xivu Arath: "Re Oryx, il tuo potere è ingombrante e ostacola troppe scelte. Devo andarmene." E così dicendo conduce le sue lune belliche nella notte. Il suo trono è sigillato.

Poi Oryx è solo. Passò un po' di tempo a meditare, e i suoi pensieri sono riportati qui.

XLVII: Ripresa dell&#39;apocalisse

XLVII: Ripresa dell'apocalisse 15

Verso 5:5 - Ripresa dell'apocalisse

Questo è il nostro messaggio a coloro che annienteremo.

Quando una specie ritiene di poter forgiare una buona esistenza attraverso giochi di civiltà e leggi di condotta, essa è condannata da questa stessa credenza. Morirà nel terrore, portata alla morte dalla spietata inclemenza. L'universo cancellerà i suoi monumenti.

Coloro che tenteranno di comprendere la singola vera legge e di venerarla, grazie a questa scelta saranno in grado di controllare il futuro. Avranno la possibilità di ascendere e di usare la loro crudeltà per aiutare l'universo a ottenere la forma perfetta.

Soltanto sradicando la nostra clemenza per i più deboli potremo emulare e divenire una specie dall'infinita permanenza. È inevitabile, l'universo offre soltanto la scelta tra la crudeltà e l'estinzione.

Noi ci opponiamo alla fatale menzogna del mondo, stabilito con leggi di condotta, che cerca di resistere alle azioni di coloro che hanno trovato la vera libertà. Questa è la schiavitù del Viaggiatore, il crimine della creazione, dove l'energia viene sprecata per costruire forme false.

Se scegliete di affrontarci, portate in campo tutte le vostre leggi e tutti i vostri giochi. Così vi dimostreremo le nostre ragioni.

XLVIII: Aiat, aiat, aiat, aiat, aiat

XLVIII: Aiat, aiat, aiat, aiat, aiat 15

Verso 5:6 - Aiat, aiat, aiat, aiat, aiat

Tutto va bene. Aiat: la guerra è salute, la pace è malattia.

Mio figlio Crota mi fornisce il suo ricco tributo. Il mio lignaggio è forte, il mio verme immenso e sazio. Con questa sicurezza posso passare il mio tempo nello studio e nella comunione col Profondo. Imparando più segreti, il mio potere cresce; più cresce e più segreti imparerò. Aiat: che sia perché così è scritto.

Mi chiedo se le mie sorelle abbiano segreti nascosti. Se il mio potere superasse il loro, potrei ucciderle permanentemente e rubare il loro trono. Ma ritengo che abbiano forze nascoste, tenute al sicuro da me, sviluppate nei tempi di separazione. Aiat: l'unico legame significativo è la volontà di distruggere.

Savathûn mi chiede se sono tanto uno schiavo del Profondo quanto lo sono i miei corrotti. Mi chiede il prezzo che pago per la mia forza. Io non sono corrotto, l'alveare non è il Profondo. Il Profondo non vuole che tutto sia uguale: vuole la vita, una vita forte e libera dal bisogno di essere circondata da giochi per tenerla isolata dalla realtà. Quando creo i miei corrotti, essi sfiorano la perfezione; io curo le loro ferite e accresco la loro forza. Questo è buono e giusto. Aiat: l'unico bene è l'esistenza, l'unico male è l'inesistenza.

Io sono Oryx, Primo Navigatore, Re dei Corrotti. Aiat: lasciate che sia ciò che sono poiché se fossi qualcun altro sarebbe fatale.

XLIX: L&#39;eternit&#224; e una spada

XLIX: L'eternità e una spada 15

Verso 5:7 - L'eternità e una spada

Ho pensato di ritornare al Fondamento per scoprire cosa accadde all'onda-divina, ai Monoliti di Tungsteno, ai continenti che erano l'unica certezza rimasta al mio popolo.

Ma so già quale fu il loro destino. Diventarono me. Sono io l'erede al Fondamento, il discendente immortale dei krill con dieci anni di vita. Mi sono posto una domanda: come si può ottenere abbastanza tempo da comprendere l'universo?

Ho imparato la risposta, e l'ho scritta in questo libro. Ho imparato che dovevo essere il più spietato di tutti.

Non so né da dove provenga l'Oscurità, la quale coincide con il Profondo, né l'origine del Viaggiatore a cui dò la caccia. Ma lo imparerò. Imparerò tutto.

Questo è il mio patrimonio: l'immortalità, l'infinito, l'intero universo sotto alla mia spada. Questo è ciò che comando: l'eternità e una spada.

L: Cibo per vermi

L: Cibo per vermi 15

Verso 5:8 - Cibo per vermi

Cosa succederà se morirò?

Dato che sono alleato con la morte, questa considerazione è adatta alla mia persona. Le mie figlie studiano la quiddità della morte, mio figlio si allena a occuparla, la mia grande opera finale consiste nel diventare equivalente a essa, nel morire e vivere nella morte, di modo che se l'universo diventasse il vuoto io potrei entrare a farne parte. È molto meglio un universo selvaggio con un lieto fine, che un universo lieto ma senza speranza.

Sono morto innumerevoli volte ma queste morti sono solo state temporanee.

Se i miei echi fossero uccisi, e io fossi ucciso nel mondo materiale, allora verrei ricacciato nel mio trono sull'Astrocorazzata. Se la mia corte e il mio trono fossero sconfitti, e io venissi affrontato nel mio trono e sconfitto, allora morirei. La mia opera terminerebbe.

Questo è l'accordo al quale sono legato, in particolare dallo studio delle Tavole della Rovina e dall'uso del potere del Profondo. Quando evoco quel potere metto a repentaglio me stesso, gioco d'azzardo con la mia anima, poiché sto affermando: udite, mie divinità, io sono l'essere più potente che sia mai esistito e ve lo dimostrerò.

Ultimamente mi sono reso conto di quanto sia dipendente da Crota, dalle mie figlie e anche dalla mia corte. Se li perdessi, le mie perdite supererebbero le assunzioni, il mio tributo non basterebbe più per saziare il verme. Ma ciò è buono e giusto, poiché se li perdessi significherebbe che non sono abbastanza forti, e che io sarei un cattivo padre, un cattivo Re. Devo metterli alla prova e lottare con loro per tenerli forti. Questo è il mio dono e la mia maledizione.

Io continuerò a esistere per sempre. Io comprenderò tutto. Esiste solo una via, quella che ti crei. Ma puoi creartene più d'una.

Spezza le sbarre della tua cella. Crea una nuova forma, plasmala dalla sua via, trova le sbarre della tua cella, spezza le sbarre, trova una forma, plasmala dalla sua via, divora la luce, divora la via.

Se fallisco, lasciate che diventi cibo per vermi.